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Tribunale: presunta aggressione ad una collega sul luogo di lavoro; 43enne alla sbarra

Tutto da rifare, invece, nel procedimento che vede come parte lesa le 3 sorelle sammarinesi creatrici del noto marchio Marlù. Il Giudice Buriani ha disposto la remissione degli atti in istruttoria

31 lug 2020
Tribunale San MarinoTribunale San Marino
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Lesioni personali, minaccia, ingiurie. Sono i reati per i quali è stato chiamato alla sbarra un 43enne di origini pugliesi; processo che vede come parte civile anche l'Avvocatura dello Stato. Qualora le accuse venissero confermate, infatti, si tratterebbe di un caso di aggressione, e pesante prevaricazione, nei confronti di una donna. I fatti risalgono all'ottobre 2018, in una pasticceria a San Marino. Secondo gli inquirenti l'imputato, dipendente dell'esercizio, nel corso di una discussione avrebbe schiaffeggiato una collega, e con una spinta alla nuca l'avrebbe fatta cadere, procurandole contusioni guaribili in 5 giorni. Ma non solo, l'uomo avrebbe anche pesantemente insultato la malcapitata, anche con epiteti sessisti, giungendo pure a minacciarla di morte. La donna è stata sentita questa mattina dal Giudice Buriani, insieme ad altre testimonianze, fra le quali quella del titolare della pasticceria. Prossima udienza ad ottobre, con l'interrogatorio dell'imputato e le conclusioni.

Tutto da rifare, invece, nel procedimento che vede come parte lesa le 3 sorelle sammarinesi creatrici del noto marchio Marlù. Vicenda particolarmente complessa, nella quale per la prima volta, in Repubblica, veniva contestata fra le altre cose l'usurpazione di beni immateriali. Nell'udienza odierna, però, il Commissario della Legge – su richiesta delle Difese e dello stesso Procuratore del Fisco – ha disposto la remissione degli atti in istruttoria, affinché si precisi meglio il capo di imputazione. Ad avviso del legale delle sorelle Fabbri non vi sarebbe comunque il rischio di prescrizione. Fra i processi celebrati in mattinata anche quello nei confronti di un 69enne di Serravalle, sorpreso a guidare con patente ed assicurazione scadute. Per lui una condanna a 700 euro di multa ed un mese d'arresto. L'uomo era accusato anche di aver danneggiato un'auto della Polizia Civile nel tentativo di sottrarsi ai controlli. Ma per quest'ultima imputazione è stato assolto, non essendo stata dimostrata l'intenzionalità.