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Tribunale: prosegue il processo per riciclaggio che vede fra gli imputati Michele Santonastaso

Già avvocato difensore di esponenti di spicco della criminalità organizzata campana. Nel processo a San Marino è presente in una duplice veste

22 gen 2020

Un processo, a prescindere da ogni altra considerazione, fuori dal comune. Che vede quella che è forse la figura centrale del procedimento, Michele Santonastaso, nella duplice veste di imputato ed avvocato difensore. Situazione quantomeno singolare, resa possibile da una decisione del 2017, dell'Ordine di Santa Maria Capua Vetere, che dispose la revoca della sospensione dall'esercizio della professione, disposta in precedenza nei confronti del legale partenopeo a seguito di vicende giudiziarie che ebbero una forte eco mediatica. Fra queste il processo per minacce aggravate ai danni di Roberto Saviano. Sul Titano Santonastaso, insieme a 3 suoi figli, a Teodoro Iannota – ritenuto dagli inquirenti un prestanome – e alla società “Le Printemps srl”, è accusato di aver riciclato quasi 1 milione e 800.000 euro. Denaro che, secondo l'accusa, sarebbe il provento di attività del clan camorristico dei Casalesi. Secondo la Difesa, tuttavia, quei fondi avevano natura lecita, derivando da una intensa e remunerativa attività di avvocato. Tra i testi sentiti, oggi, in Aula, un ispettore della Polizia Civile e due funzionari dell'AIF. Questo procedimento, infatti, prese il via da una informativa dell'agenzia del 2015. Ma Santonastaso, sempre per riciclaggio, venne indagato a San Marino anche anni addietro; in quell'occasione tuttavia vi fu un'archiviazione in fase istruttoria. E' stato lo stesso avvocato napoletano, allora, oggi, a porre una serie serrata di domande ai testi; con l'intenzione, probabilmente, di dimostrare come i fatti non fossero affatto cambiati rispetto al periodo nel quale il Tribunale del Titano, all'esito delle indagini, decise di non procedere nei suoi confronti. Tra le persone sentite anche il legale sammarinese presso il cui studio – dove vennero poi effettuate perquisizioni e sequestri di documentazione - aveva sede la “Le Printemps”. Michele Santonastaso - ha riferito il teste - “si presentò come un avvocato penalista che seguiva processi importanti; il mio intervento fu prettamente notarile. Voleva sviluppare attività in territorio per trovare un'occupazione ai figli”. Prodotti, infine, dalla Difesa, una lunga serie di atti giudiziari; fra i quali la sentenza della Corte d'Appello di Napoli, “che ha annullato la condanna contro Saviano”. Così ha detto Santonastaso; che il prossimo 6 febbraio, questa volta in qualità di imputato, si presenterà al Giudice Battaglino per l'interrogatorio, o per rendere dichiarazioni spontanee. Nell'udienza successiva, invece, dovrebbe indossare nuovamente la toga, per le arringhe finali.


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