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Israele: tra le primarie nel Likud e la sfida turca

La corrispondenza di Massimo Caviglia

16 dic 2019
Il Presidente turco Erdogan
Il Presidente turco Erdogan

In attesa delle elezioni primarie nel Likud, in cui Gideon Saar sfiderà il Primo ministro israeliano Netanyahu per la leadership del partito, sperando di riuscire dopo le elezioni a formare un governo di unità nazionale con Gantz senza l’ex premier, in questi giorni l’esercito è in allerta su un nuovo fronte imprevisto. Mentre Gerusalemme ha smesso di colpire gli obiettivi iraniani in Siria in vista del viaggio del Presidente russo Putin in Israele a metà gennaio, qualche giorno fa il Presidente turco Erdogan aveva tuonato contro Israele chiamando a raccolta il mondo islamico. Ma il suo piano è molto più finanziario che religioso. Alcune navi da guerra turche hanno bloccato e costretto ad allontanarsi una nave israeliana che stava effettuando ricerche oceanografiche per l'Università Ben Gurion nelle acque di Cipro. La Turchia non ha giurisdizione in quell'area del Mediterraneo, ma ha firmato con la Libia un accordo di cooperazione marittima, che non ha alcun valore secondo il Diritto Internazionale, per il quale tutte le acque che vanno dalla Libia alla Turchia sono di loro proprietà ignorando i diritti di Cipro e della Grecia, e dando alla Turchia la possibilità di schierare le proprie truppe in quell’area. Già in passato la Turchia aveva bloccato alcune navi dell’ENI in acque cipriote, e il nuovo passo del ministero degli Esteri turco è stato convocare l’ambasciatore di Gerusalemme per informarlo che il progetto israeliano di costruire un gasdotto sottomarino per l'Europa in collaborazione con la Grecia e Cipro richiede l'approvazione della Turchia. Una mossa da Ghino di Tacco in grande stile, alla quale ancora non si sa come Israele risponderà.

Massimo Caviglia


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