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Parigi: al via il vertice "formato Normandia" per discutere una possibile soluzione al conflitto in Donbass

Nella Capitale francese, intanto, traffico impazzito per la quarta giornata di sciopero generale contro la riforma delle pensioni

9 dic 2019
Parigi: al via il vertice "formato Normandia" per discutere una possibile soluzione al conflitto in Donbass
Parigi: al via il vertice "formato Normandia" per discutere una possibile soluzione al conflitto in Donbass

La prima ad arrivare all'Eliseo, accolta da Emmanuel Macron, è stata la Cancelliera Angela Merkel; a seguire il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky e l'omologo russo Vladimir Putin. L'obiettivo è ambizioso: il rilancio del processo di pace nel Donbass, dove gli scontri tra le truppe di Kiev e i separatisti hanno provocato oltre 13.000 morti, dal 2014. Erano oltre 3 anni che le riunioni del cosiddetto “Formato Normandia” erano a un punto fermo. Ancora un miraggio, infatti, la piena attuazione degli accordi di Minsk, che se da una parte hanno permesso una significativa riduzione della violenza; dall'altra non sono mai stati implementati sul versante politico. A complicare la situazione la forte pressione, nei confronti di Zelensky: ieri, a Kiev, 5.000 persone erano scese in piazza per opporsi al “disgelo” con Putin. Tra i manifestanti anche attivisti del partito di estrema destra Svoboda. Altissima, allora, l'attenzione per il summit odierno; fortemente voluto da Macron, che considera la stabilizzazione del quadrante ucraino presupposto decisivo per un rilancio del dialogo con la Russia. L'obiettivo di lungo termine è coinvolgere Mosca in “un progetto di partenariato con l'Europa”. Ma a fare da contraltare all'attivismo del Presidente francese in politica estera, le gravi difficoltà – sul fronte interno – per il maxi-sciopero, contro la riforma previdenziale, che sta paralizzando il Paese. Quarto giorno di protesta, oggi, con imbottigliamenti e code interminabili sulle strade, e varie linee della metropolitana di Parigi ancora chiuse. “Le Monde” fa sapere che mercoledì il premier, Edouard Philippe, svelerà i contenuti della contestata riforma. Sarebbe intenzione del Governo cancellare i 42 regimi speciali, attualmente vigenti, e varare una formula “universale” di pensione “a punti” nella quale ogni euro versato corrisponda per tutti i lavoratori alla stessa quota di pensione percepita. Ma il sindacato non ci sta, e non accetta vengano definite “privilegi”, le conquiste ottenute in anni di dure lotte. Da qui l'intenzione di intensificare ulteriormente, questa settimana, la prova di forza; specialmente nel settore dei trasporti.