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Beccari: “Segnale di fiducia degli investitori”. Gatti: “Attendere era più rischioso”

I Segretari alle Finanze e agli Esteri dettagliano l'operazione di rinegoziazione del debito: 350 milioni al 6,5% fino a gennaio 2027. Sulle voci di fibrillazioni in maggioranza Gatti ridimensiona: “Il debito è una scelta condivisa. Non ci sono malumori"

di Annamaria Sirotti
12 mag 2023
I Segretario di Stato alle Finanze Gatti e agli Esteri BeccariNel video, le interviste ai Segretari alle Finanze, Marco Gatti e agli Esteri, Luca Beccari
Nel video, le interviste ai Segretari alle Finanze, Marco Gatti e agli Esteri, Luca Beccari

Autorizzata alle 9 di ieri l'operazione, con una emissione iniziale di 300 milioni di debito al 7%; dopo 1 ora, richieste di acquisto per oltre 800 milioni, salite fino al miliardo e mezzo. Si chiude a 350 milioni (10 milioni in più, destinati a interventi infrastrutturali) al tasso del 6,5%. “Un'ottima operazione – per il Segretario Gatti – in un momento complesso, con i tassi che aumentano e in cui attendere rappresentava un rischio più alto”.

Replica a chi obietta rispetto ad un tasso troppo oneroso: “E' lo stesso tasso che noi stiamo pagando anche a banche sammarinesi per finanziamenti che lo Stato ha richiesto – spiega Gatti - quindi, non è assolutamente disallineato da quelle che sono le condizioni del Paese. E' chiaro che a nessuno fa piacere pagare questi tassi... E' anche vero che il nostro Paese oggi è una 'doppia B' e per riuscire a recuperare posizioni occorre mettere in sicurezza il debito anche nella sua scadenza. Questo operazione diventa importante perché, intanto, recuperiamo un punto rispetto a quello che è stata l'ultima valutazione di Fitch. Adesso l’altra sfida è quella di procedere con la cartolarizzazione e so che il sistema bancario sta lavorando in maniera seria e spedita. Contiamo, alla fine dell'anno, di poterci presentare anche alla prossima valutazione di Fitch con un Paese sicuramente con molti meno rischi rispetto alla valutazione che hanno fatto a gennaio”.

Segnali positivi per l'esecutivo, tra i tanti, la fiducia degli investitori (140, quasi tutti di area europea). “San Marino mostra per la seconda volta piena capacità di accesso ai mercati” - dice Beccari, che difende la strada del debito sovrano: “Ci proietta verso una dimensione di gestione del debito - rileva Beccari - molto più strutturata e che ha benefici concreti ed evidenti per l'economia del Paese perché, quando non avevamo il debito esterno, avevamo tensione di liquidità interna avevamo una finanza pubblica precaria. Quindi, paradossalmente, stavamo peggio quando avevamo delle condizioni di debito diverse perché evidentemente continuavamo a soffocare e a non gestire criticità che invece facevano male alla finanza pubblica. Oggi invece abbiamo una situazione molto più trasparente, molto più ordinata e, soprattutto, ci sono le condizioni, come abbiamo dimostrato, di poter gestire questo questo livello di indebitamento che, come Fondo monetario ha più volte detto, rimane ampiamente dentro i limiti di sostenibilità previsti per il nostro Paese”.

Dal piano tecnico a quello politico, Gatti ridimensiona le voci di scontro in atto: “Questa è un'operazione che ha deciso la maggioranza, che ha deciso il Governo, condivisa. Della necessità del debito purtroppo questo governo ne ha dovuto prendere atto e ha deciso di gestirla in maniera differente rispetto al passato. Non ci sono malumori su questo. Chiaro che a tutti sarebbe piaciuto pagare un tasso inferiore. Però purtroppo anche gli aumenti della settimana scorsa dei tassi e quelli che si sono registrati qualche settimana prima … Un aumento di un mezzo punto l'abbiamo scontato noi, come tutti gli altri Paesi che sono usciti sul mercato in questo periodo e che usciranno da qui in avanti”.

Nel video, le interviste ai Segretari alle Finanze, Marco Gatti e agli Esteri, Luca Beccari





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