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Giustizia, nuovo botta e risposta fra Governo ed ex Dirigente Guzzetta

5 ago 2020

Lo scontro sulla giustizia prosegue con una battaglia giocata sul terreno mediatico, a suon di comunicati e dichiarazioni alla stampa

Ieri sera la nota del Congresso di Stato: all'ex Dirigente Guzzetta si rivolge parlando di “reazioni scomposte leggendo “critiche al suo operato che nessuno ha voluto manifestare e mostrando livore – scrive il Governo – verso altri organi dello Stato. Nessuno ha mai affermato che il Professor Guzzetta abbia sottratto alcun fascicolo penale ad alcun inquirente, né che abbia smantellato alcunché, ma solo ricordato che la redistribuzione dei carichi di lavoro del 2019 porta la sua firma”. All'appello di Guzzetta a ricordare gli elementari principi della separazione fra i poteri, il Congresso ribatte “Sono sue le dichiarazioni irriverenti rilasciate ai giornali italiani” chiedendo all'ex Dirigente di accettare l'esigenza espressa dagli organismi e dalla storia dell'ordinamento sammarinese, di avere un Magistrato alla guida del tribunale, figura che abbia i titoli previsti per legge”, dando pieno riconoscimento al prestigio del giurista e all'autorevolezza dell'accademico, e ringraziandolo per il lavoro svolto sia in Tribunale, sia nel Collegio Garante.

Non tarda il nuovo affondo dell'ex Dirigente, che al Congresso chiede di accettare “l'esistenza dello Stato di diritto”, definendo “drammatico” vedere un Governo “costretto a mentire”. Torna sulla redistribuzione degli incarichi in Tribunale: “alla dichiarazione di 'infondatezza' delle critiche sulla sottrazione di mansioni inquirenti ai Commissari di Bona e Buriani operata dalla neodirigente-neodimissionaria Pierfelici 'in quanto spostamenti decisi da Guzzetta', è chiaro – scrive – che si sta tentando di scaricare sul sottoscritto responsabilità di manipolazione di fascicoli cui sono estraneo”. Al Congresso addita poi una seconda menzogna: “mendace affermare che non avrei i titoli per essere Dirigente del Tribunale”, scrive, richiamandone la piena sussistenza in base alla legge qualificata 145 del 2003. “Se per titoli – prosegue – allude a quello che sembra un annullamento d'ufficio della mia nomina, non di titoli si dovrebbe parlare, ma di legittimazione all'ufficio per ragioni formali. E su quella vicenda sollecita chiarezza: “Confido - conclude – che presto si scopriranno le ragioni della fretta per un intervento consumato in una notte, in spregio alle più elementari regole del processo amministrativo”.