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Plenario: sollevati dall'incarico i giudici Treggiari, Morrone e Simoncini

Nominato Giovanni Canzio Dirigente del tribunale. Soddisfatta la maggioranza per la "figura di elevatissimo profilo, che dovrà riportare equilibrio nell’amministrazione della giustizia". Nel pomeriggio respinto il ricorso in opposizione di Buriani

di Monica Fabbri
29 set 2020
Tribunale San Marino
Tribunale San Marino

Il tribunale ha un nuovo Dirigente: è stato nominato ieri sera Giovanni Canzio. Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione, Docente presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Milano e autore di numerosi studi di diritto e procedura penale e in materia di organizzazione giudiziaria, è stato votato dai 7 giudici presenti e dai commissari di maggioranza. Quelli di opposizione si sono invece astenuti. Una figura esterna di alto profilo, chiamata a dirimere le conflittualità in tribunale, portando equilibrio in un clima di tensioni che hanno allontanato l'ipotesi di un magistrato dirigente interno, soluzione da molti gradita ma ritenuta non praticabile in questo delicato periodo storico.

Soddisfazione della maggioranza per la nomina di una "Figura di elevatissimo profilo, e che dovrà riportare equilibrio nell’amministrazione della giustizia sammarinese, restituendo quella credibilità che le recenti vicende hanno minato. Figura di garanzia che potrà supportare - si legge - la stesura delle riforme necessarie – con particolare riferimento a quella dell’ordinamento giudiziario e del rito penale - che tengano conto delle peculiarità di San Marino e delle indicazioni degli organismi internazionali". 

È stato un lungo Plenario, che si è chiuso all'una di notte e che è ripreso nel pomeriggio per affrontare l'ultimo comma all'ordine del giorno, il ricorso in opposizione presentato dal Commissario della Legge Alberto Buriani contro la sua sospensione cautelare. Una sessione anticipata da tensioni politiche, con l'opposizione preoccupata per la rimozione di tre giudici. Rimozione che effettivamente c'è stata. In autotutela, come da parere del costituzionalista e presidente emerito della Corte Costituzionale italiana Antonio Baldassarre che ha confermato la natura di interpretazione autentica con effetti retroattivi della legge qualificata, sono stati sollevati dal loro incarico i giudici d’appello Ferdinando Treggiari, Andrea Morrone e il Commissario della legge Massimiliano Simoncini, che dovrebbe tornare a fare l’uditore commissariale. Ai due dispositivi hanno votato contro i commissari di opposizione.

Critico Luca Boschi di Libera, secondo il quale si è proceduto senza tenere conto della Lettera del Commissario dei Diritti Umani, “che intimava – attacca - a non procedere con ulteriori interventi che potessero minare l'indipendenza della magistratura. Sono stati invece rimossi tre giudici del nostro tribunale con i voti determinanti della componente politica”. Al nuovo Dirigente il compito ora di relazionare per individuare il fabbisogno, anche alla luce delle dimissioni di Vitaliano Esposito.

In tarda serata via libera del Plenario ad una serie di richieste di accesso agli atti: quella formulata da Giovanni Guzzetta, relativa alla seduta del 24 luglio, e quella di Alberto Buriani, per la riunione del 9 e 10 settembre che, come noto, lo sospese in via cautelare dalle sue funzioni. In un paio d'ore è stato chiuso anche l'ultimo comma. Respinto il ricorso in opposizione di Buriani. Astenuti i commissari di Libera e due giudici mentre Repubblica Futura non ha partecipato al voto.