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Buon Compleanno "Amici Miei"

Era il 26 Luglio del 1975 quando arrivò il film che ancora oggi è tra i più visti del cinema italiano

di Mirco Zani
30 lug 2020
Buon Compleanno "Amici Miei"

Amici Miei un cult assoluto con protagonisti cinque mattatori dello schermo: il miserabile Conte Raffaello Mascetti (Ugo Tognazzi), il capocronista Giorgio Perozzi (Philippe Noiret), il barista Guido Necchi (Duilio Del Prete), l’architetto Rambaldo Melandri (Gastone Moschin) e il barone della medicina il Professor Sassaroli (Adolfo Celi), del quale nell'intera saga non viene mai citato il nome di battesimo. Ancora oggi il primo capitolo detiene il 21esimo posto nella classifica dei film italiani più visti di sempre. La saga composta di tre capitoli il primo con la regia di Mario Monicelli  fu presentato in anteprima al "Taormina Film Festival" proprio il 26 Luglio del 1975. Per vedere il secondo capitolo, o meglio secondo atto, bisogna attendere ben 7 anni, infatti "Amici Miei atto II"  arriva nelle sale nel 1982 sempre con la regia di Monicelli. Il terzo atto vede dietro la macchina da presa Nanni Loy a dirigere i terribili 5, ed esce nel 1985. Sarà anche l'ultimo film di Adolfo Celi che scompare un anno dopo la fine delle riprese. Ambientata a Firenze la storia narra le vicende di  Cinque inseparabili amici sulla cinquantina che affrontano i loro disagi sfogandosi con scherzi mitologici, a danno di malcapitati. Il ritrovo in piazza Beccaria, davanti al cinema Metropolitan (che oggi è un megastore), e poi a zonzo per la città tra una puntatina al bar Necchi (oggi, il Negroni) e un’alluvione di momentacci a piazzale Michelangelo. E come tutte le storie anche questa ha dei risvolti che non tutti conoscono e adesso li sveleremo insieme.

Partiamo dal titolo, Amici Miei, in realtà, nasce da un’idea di Pietro Germi che realizzò il soggetto originale del film e solo quando morì, nel 1974 , l'amico Mario Monicelli decise di girarlo. Giustamente Amici miei è a lui dedicato, infatti nei titoli di testa compare «un film di Pietro Germi» e solo «regia di Mario Monicelli». Amici Miei fu una frase addio pronunciata dallo stesso Pietro Germi, sul letto di morte, il quale si espresse dicendo: “Amici miei, ci vedremo, io me ne vado”. Anche la città di Firenze è una scelta di Monicelli, nel progetto originale di Germi la storia si svolgeva a Bologna. Pure se un pò cambiati i cinque amici, o meglio, gli «Amici miei» sono esistiti per davvero. Infatti I personaggi del film s’ispirano a cinque buontemponi livornesi che, intorno agli anni ’30, nei pressi di Castinglioncello, compievano goliardici scherzi ai danni dei passanti. Si chiamavano Mazzingo Donati, immunologo fiorentino, Ernesto Nelli, architetto, Giorgio Menicanti, nobile del luogo, Silvano Nelli, giornalista, e Cesarino Ricci, suo collaboratore. Le zingarate , anche loro sono prese da fatti realmente accaduti. Pare che il maestro della supercazzola fosse Raffaelo Pacini, amico del Monicelli. A proposito,i termini «supercazzola» e «zingarata» sono entrati di diritto nel dizionario della lingua italiana.Anche sull'assegnazione dei ruoli ci sarebbe molto da raccontare ci limitiamo ad alcuni nomi. In origine, il ruolo del Conte Mascetti il nobile decaduto interpretato da Ugo Tognazzi, fu proposto a Marcello Mastroianni, mentre l'attore cremonese avrebbe dovuto vestire i panni del Perozzi. Mastroianni non se la sentì di buttarsi in questo progetto decidendo di rifiutare l'ingaggio. La motivazione pare fosse un timore sulla sua performance che venisse offuscata dalle sue co-star. Il ruolo allora fu proposto a  Raimondo Vianello, già compagno di lavoro di Tognazzi che declinò a sua volta. Il personaggio fu allora assegnato a Tognazzi, e per la parte del reporter Perozzi fu ingaggiato Philippe Noiret. In ultimo anche girare la celeberrima scena degli schiaffi ai viaggiatori in partenza da Santa Maria Novella fu un vero e proprio incubo. Pare che Monicelli incitasse i suoi protagonisti a colpire con forza le malcapitate comparse, le quali non la presero proprio bene, alcune delle quali tirandosi spesso indietro.