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MotoGP, si attende l'ok per il via di Jerez. Dubbio sulle date di Misano

Il doppio appuntamento romagnolo si terrà a settembre e la prima gara potrebbe essere anticipata al 6.

30 mag 2020

I tasselli del puzzle sono quasi tutti pronti, ora manca l'ok per poter cominciare a incastrare i primi due. La MotoGP scalda i motori e attende l'ormai imminente responso del governo spagnolo, che in questi giorni dirà se s'ha da fare il doppio appuntamento di Jerez del 19 e 26 luglio. Le prime delle 12 tappe del calendario provvisorio, rimasto quasi invariato rispetto alla bozza iniziale. Dopo l'Andalusia toccherebbe alla Repubblica Ceca, alla doppietta d'Austria e a quella di Misano, le cui date però sono ancora ballerine: all'appuntamento originale del 13 settembre doveva aggiungersi il bis del 20 settembre, che però potrebbe essere anticipato al 6: unica incognita, la concomitanza col GP d'Italia di Formula 1. Subito dopo ci sarebbe la doppietta di Aragon, anche se una delle due prove potrebbe essere sostituita dal GP di Francia, i cui organizzatori sono in trattativa col governo e le autorità sanitarie del Paese: se si potranno far entrare 30mila spettatori, si farà. Restano il Gran Premio di Catalogna – il cui posizionamento dipende dalla presenza o meno di Le Mans – e il doppio epilogo di Valencia: le date ipotizzate sono 25 ottobre e 1 novembre, ma potrebbero slittare nel caso in cui fosse possibile inserire qualche gara extraeuropea. Le speranze riguardano soprattutto l'Asia, nello specifico Giappone, Malesia e Thailandia: Carmelo Ezpeleta ha comunque aggiunto che, per via degli ingenti costi di trasferimento del circus, i gran premi fuori dall'Europa saranno possibili solo se si faranno a porte aperte. A livello organizzativo, si stanno studiando un protocollo medico e uno sanitario: dovrebbero essere ammesse 40 persone per i team ufficiali e 25 per i team satelliti, 12 per Moto2 e Moto3. Quattro giorni prima di partire ognuno verrà sottoposto al tampone, tutto il personale di gara dovrà indossare le protezioni e, in caso di caduta, il pilota potrà essere toccato solo se necessario.