Logo San Marino RTV

20° rapporto comunicazione del Censis: bene tv e internet, boom dei social, male libri e quotidiani

La radio dimostra di tenere grazie alla sua capacità di ibridazione che si conferma anno dopo anno (i radioascoltatori sono il 79,1%).

di Giacomo Barducci
31 mar 2025

Se da una parte si conferma il ruolo primario dei mezzi digitali, dall'altra è attestata la capacità di alcuni mezzi di raccogliere intorno a se, più di altri, un ampio pubblico. Tra tutti i media, secondo l'analisi del Centro Studi Investimenti Sociali, quello in grado di svolgere meglio questo compito è la Tv, guardata nel 2024 dal 94,1% degli italiani.

Confermato l'ampio uso di internet con il 90,1% (+1,0% rispetto al 2023) e si evidenzia una sovrapposizione con quanti utilizzano gli smartphone (cresciuti dell'1,2%, hanno raggiunto l'89,3%). Crescono anche i social network, che nell'ultimo anno fanno un balzo in avanti, passando dall'82,0% all'85,3% (+3,3%). Tra i 14 e i 29 ampio uso delle piattaforme digitali legate all'immagine. Il 78,1% dei giovani, infatti, dichiara di utilizzare Instagram, il 77,6% è utente di YouTube e il 64,2% sceglie TikTok (contro il 35,4% della popolazione totale). Molto presenti i giovani sulle piattaforme di messaggistica (quasi totalmente rappresentati su WhatsApp con l'87,4%, ma rilevanti anche su Telegram con il 42,9%).

La radio dimostra di tenere grazie alla sua capacità di ibridazione che si conferma anno dopo anno (i radioascoltatori sono il 79,1%). Stabili tutti i sistemi di ascolto, con la radio tradizionale che subisce un piccolo rialzo passando dal 45,6% di utenza al 46,8% (+1,3%). Stesso aumento dell'1,3% per la radio mobile che giunge al 25,4%, mentre l'autoradio resta la modalità più seguita dagli italiani (68,9%). Incontrovertibile la crisi dei media a stampa, a cominciare dai quotidiani cartacei che, nel 2024, hanno toccato il picco minimo di lettori con il 21,7% (-45,3% dal 2007). Torna negativa anche la curva dei libri: i lettori cartacei, che erano il 45,8% nel 2023, scendono del 5,6% arrivando a quota 40,2%.





Riproduzione riservata ©