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Concessioni demaniali, botta e risposta fra la deputata Colombo (FdI) e la sindaca Angelini (PD)

Cosa succederà dopo l'ultima proroga?

30 dic 2023

Al via il fai da te ed è rischio caos per la gestione delle concessioni demaniali sulle spiagge: il governo ha promesso di risolvere la questione entro gennaio, i gestori degli stabilimenti sono in allarme e raccomandano “ la messa in sicurezza di questo comparto economico, strategico per il Paese", le amministrazioni comunali stanno procedendo in ordine sparso. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, in una informativa impegna il governo a chiudere i lavori del tavolo tecnico e ad individuare con la Commissione europea una soluzione. Nel frattempo alle amministrazioni comunali è stato chiesto di non procedere con le gare, per evitare iniziative disomogenee e conseguenti ripercussioni negative sul sistema. Ma a partire dalla Giunta di Rimini, cui fanno capo 470 concessioni tra stabilimenti e associazioni sportive, molte altre hanno avviato formalmente l'iter per i bandi, prorogando la data di scadenza delle concessioni all'indizione delle gare. Ne fa una scelta politica la parlamentare di Fratelli d'Italia Beatriz Colombo, che alla “Romagna a guida PD” ricorda l'importanza, in attesa di una normativa definitiva, riconoscere la validità delle concessioni fino al 2024. La sindaca di Riccione Daniela Angelini parla invece di un atto di responsabilità, da parte di amministrazioni lasciate sul tema delle concessioni demaniali in balia di un governo che non si assume le proprie responsabilità. A oggi i decreti attuativi su come gestire queste gare non sono stati approvati; -ricorda- è attivo un tavolo di confronto fra ministeri competenti e categorie economiche del settore dei balneari che però, finora, non ha prodotto risultati decisivi. Di certo, dopo anni di polemiche e rinvii, la proroga delle concessioni balneari fino al 31 dicembre 2024 sarà l'ultima. Ed in attesa dei decreti attuativi del governo, a fare la differenza saranno i criteri previsti dai bandi. Il peso economico della vicenda è garanzia del fatto che sarà -anche a livello politico- uno dei temi forti del 2024.





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