
Come gli stereotipi sull’obesità influenzano la società: lo stigma legato al peso è un fenomeno discriminatorio in crescita; a scuola, sul lavoro, ma anche negli ambienti sanitari. "L'origine del weight stigma - spiega il nutrizionista sammarinese Giordano Zonzini - è infatti il weight bias, cioè si pensa sostanzialmente che le persone affette da obesità o con un peso superiore alla norma siano persone prive di volontà e che quindi la loro condizione sia riconducibile esclusivamente alla loro volontà, quando in realtà si tratta, nella maggior parte dei casi, di una patologia estremamente complessa".
L'obesità certo, ma non è insolito che il weight stigma venga al contrario attribuito anche a chi è considerato sottopeso. "Lo stigma basato sul peso logicamente viene rivolto a tutte le persone che hanno un peso non conforme rispetto a delle linee guida - precisa Zonzini - da un punto di vista sociale si registra una sottostima del rischio e una sottovalutazione di una condizione che in realtà è una condizione patologica che dovrebbe invece meritare più attenzione, da un punto di vista trasversale, sia da parte della famiglia, che spesso è la principale fonte di stigma, da parte degli amici e anche dai sanitari". E' un fatto culturale.
Fondamentale, dunque, l'approccio corretto di sanitari e nutrizionisti, ma non si deve generalizzare, colpevolizzando intere categorie. Qual è infatti il confine tra lo stigma e la raccomandazione di perdere peso a beneficio della salute? "Noi stessi non dobbiamo stigmatizzare tutti i sanitari - concorda Zonzini - e non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Il confine è un confine molto sottile. Ad esempio molti pazienti che raccontano di essere stati vittime di stigma sottolineano come per qualsiasi problematica il medico tenda ad associare quella problematica come un semplice mal di testa o come eventualmente un semplice mal al piede ad una condizione esclusivamente legata al peso. I pazienti si sentono non ascoltati, non capiti, e viene a perdersi l'alleanza terapeutica medico-paziente, il paziente non ascolta più il medico con una recrudescenza delle condizioni patologiche".
Nel video l'intervista a Giordano Zonzini, nutrizionista.