
CSdL, CDLS ed USL ribadiscono con forza la loro contrarietà alle Residenze Fiscali Non Domiciliate (RFND). Le possibilità di ricorrere a tali residenze sono state ampliate dalle circolari della Segreteria di Stato per gli Affari Esteri, laddove si prevede che le strutture a 5 stelle che potrebbero "ospitare" le RFND non siano solo alberghi e hotel, ma anche singole unità abitative che possano configurarsi come residenze di lusso. Questa misura, che il Sindacato ha contrastato nel 2023 scendendo in piazza per ben due volte, rischia di danneggiare il nostro sistema economico, soprattutto in termini reputazionali, e, di conseguenza, l’intera comunità. Pagando una tassa forfetaria di 10.000 euro, un soggetto estero che risieda all’interno di queste strutture, fino ad un massimo di 150 giorni all’anno, può beneficiare di un’imposizione fiscale sui redditi prodotti in territorio del solo 5%. Inoltre, le OOSS sollevano forti dubbi rispetto alla reale volontà di controllo circa l’effettiva permanenza in territorio di questi residenti. Infatti in assenza di efficaci misure di verifica potrebbero determinarsi condizioni particolarmente allettanti per chi volesse eludere il fisco di altre giurisdizioni. È vero che eventuali comportamenti elusivi non consentono automaticamente di sfuggire al fisco del Paese di effettiva residenza, ma la Repubblica di San Marino non deve neanche indirettamente favorire simili tentativi. Inoltre, si tratta di uno schiaffo a tutti gli altri contribuenti, residenti e non, che pagano le tasse sui loro redditi con aliquote ben più significative. Le tre Confederazioni ritenevano che la normativa, temperata anche attraverso le loro azioni di contrasto, sarebbe rimasta lettera morta, mentre la recente vicenda "San Marino World" ha messo in luce il fatto che qualcuno contava davvero di sfruttare questa "opportunità". Tale società si è vantata di essere l’unico interlocutore attraverso il quale i soggetti interessati alle RFND avrebbero potuto accedere ai relativi benefici, ed ha addirittura dipinto il nostro Paese come la "Monaco del Nord Italia". In previsione del riferimento del Governo sulla vicenda, atteso nei prossimi giorni nell’apposita Commissione Consiliare, il Sindacato chiede che il Congresso di Stato revochi la licenza a detta società, per avere leso l’onore e la reputazione del nostro Paese, e l’abrogazione della legge sulle RFND. San Marino, a maggior ragione dopo gli enormi sforzi compiuti per non essere più percepito come paradiso fiscale, non deve neppure in apparenza risultare un rifugio per chi cerca solo vantaggi fiscali, magari per capitali non propriamente leciti. Per quel che riguarda le residenze atipiche a fiscalità privilegiata, con particolare riferimento ai pensionati esteri, il sindacato riconosce che l’inasprimento dei requisiti potrebbe produrre un sensibile calo delle richieste, tuttavia ritiene che debba essere compiuto il passo definitivo, abrogando anche questo tipo di residenze. Peraltro, il fenomeno dei pensionati "atipici" non ha unicamente condizionato il mercato degli affitti aumentandone significativamente i canoni, ma ha determinato ulteriori paradossi: nonostante siano persone benestanti, spesso chiedono di poter accedere al servizio mensa a prezzi calmierati, pur non avendone diritto. Nel dibattito politico che si è acceso, è fondamentale che il Governo comprenda che la priorità non può essere il rendere appetibile il nostro sistema fiscale a chiunque, ma puntare su politiche che favoriscano l’economia reale, che creino lavoro, benessere e opportunità trasparenti per tutti.
c.s CSdL - CDLS - USL