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Bilancio Carisp 2016 da - 534 mln: Psd e Rete commentano i rinvii a giudizio

Gli imputati non si sono mai presentati dal giudice per l'interrogatorio. PSD: "Noi sempre dalla parte giusta. Aspettiamo i 'mea culpa'". Rete: "Progetto cinico e perverso per occupare e derubare la Repubblica. Noi sempre contro il malaffare"

di Luca Salvatori
11 lug 2023

Dopo il rinvio a giudizio dell'ex presidente di Cassa di Risparmio Romito e degli ex consiglieri del Cda, Cartanese, Borri e Colella, il Psd rimarca di essere sempre stato dalla parte giusta. Il Partito dei Socialisti e dei Democratici ricorda che già all'epoca dei fatti aveva fortemente criticato il bilancio Carisp 2016 da – 534 milioni di euro insieme alle forze politiche della maggioranza di questa legislatura, in entrambe le formulazioni. Dal Psd, quindi, “Un plauso al lavoro della giustizia e dei Commissari della Legge, che ora, senza impedimenti interni o esterni mettono in fila i fatti e le responsabilità”. “Attendiamo ancora, da una buona parte della maggioranza di allora, un mea culpa – conclude il partito -  per non aver ascoltato chi, come noi, denunciava irregolarità e tradimento degli interessi pubblici”.

“Dalla lettura degli atti d’indagine – commenta Rete - possiamo evincere che c’era in atto un progetto cinico, perverso e assolutamente destabilizzante, portato avanti con lucida determinazione per diversi anni: occupare la Repubblica di San Marino per derubarla fino all’ultimo centesimo”. “Gli uomini che il tribunale indica come vicini a Grandoni, sodale di Confuorti – scrive il Movimento - si sono piazzati progressivamente nelle Istituzioni a partire da Banca Centrale arrivando al Governo, che ha avuto la sua massima espressione con l’insediamento di Adesso.sm”. Rete conclude affermando che non smetterà mai di fare le sue battaglie contro il malaffare, né di prendersi a cuore gli interessi del Paese.

Non ancora fissata, intanto, la data del processo ma appare scontata, anche in dibattimento, la costituzione parte civile della Cassa di Risparmio per chiedere il risarcimento dei danni. Le indagini culminate nel rinvio a giudizio hanno tratto spunto da una deposizione dell'allora Direttore Generale di Carisp Dario Mancini, escusso a fine agosto 2018 dal giudice inquirente nell'ambito della vicenda Banca Cis. Circostanze poi approfondite da una relazione di Banca Centrale dello scorso febbraio, tenuto conto anche delle irregolarità segnalate dal Collegio Sindacale. Romito, Cartanese, Borri e Cotella, benché convocati più volte, non si sono mai sottoposti ad interrogatorio ed hanno invece depositato memorie difensive ed osservazioni tecniche alla perizia d'ufficio disposta dall'inquirente seconda la quale il bilancio di – 534milioni evidenziava significative criticità ed anomalie, per le eccessive svalutazioni. Gli atti sono stati infatti trasmessi anche all'Eccellentissima Camera che a sua volta potrebbe costituirsi parte civile per chiedere i danni.





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