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Tribunale: giro vorticoso di fatture ritenute false dagli inquirenti. A processo imprenditrice laziale

Era amministratrice unica di una società con sede a Falciano; è accusata di evasione fiscale e truffa ai danni dello Stato

18 mag 2023

Non si tratta certo della prima vicenda di questo tipo, a finire in Tribunale. In questo caso colpiscono i numeri. Gli inquirenti avrebbero infatti individuato fatture ritenute false per un ammontare complessivo di oltre 3 milioni e 300.000 euro. Documenti registrati nelle scritture contabili obbligatorie; oppure emessi – a fronte di operazioni considerate inesistenti – nei confronti di società italiane con sede a Rimini e Roma. Al centro di questo presunto giro fittizio, una 61enne laziale: già amministratrice unica di una società con sede a Falciano; finita poi in liquidazione.

Dichiarata dal Giudice Vico Valentini la contumacia; nessuna traccia di lei, nella prima udienza. Colpisce invece il mancato rinvio a giudizio del suo convivente e socio. Anche perché quest'ultimo – stando a quanto riferito dalla Procura del Fisco - avrebbe in seguito costituito un'altra attività nel medesimo immobile, per di più intrattenendo rapporti commerciali con gli stessi partner. Altro elemento caratterizzante è la “mannaia” della prescrizione, già decorsa – anche ad avviso dello stesso Commissario della Legge - per gli illeciti fiscali contestati. Risale a fine 2016, infatti, l'emissione dell'ultima fattura di vendita.

Resta allora l'accusa di truffa ai danni dello Stato; poiché l'imputata avrebbe fatto valere – con mezzi ritenuti fraudolenti – crediti per il rimborso dell'imposta sulle importazioni. Ma anche in questo caso i tempi sarebbero compressi. Il PF ha definito “benevolo” il capo d'imputazione, poiché durante le indagini sarebbero stati prospettati reati più gravi, come il riciclaggio. Ha anche richiamato un patteggiamento dell'imputata al Tribunale di Roma. La Difesa dal canto suo ha parlato della possibilità di un “ne bis in idem internazionale”, e ha tentato di opporsi alla costituzione parte civile dell'Eccellentissima Camera. Ammessa, invece, dal Giudice. Già presentate le istanze istruttorie; dal 28 giugno si entrerà nel merito.





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