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Una storia horror di ordinaria follia (tedesca)

Dalla Berlinale a Dogville Santarcangelo un'opera unica di cronaca nera intitolata "Il mostro di St.Pauli"

di Francesco Zingrillo
13 nov 2019
"Il mostro di St.Pauli"
"Il mostro di St.Pauli"

Pellicola atipica già presentata alla Berlinale diretta da Fatih Akin (Orso d'Oro 2004 con “La sposa turca”) tratto dal romanzo di Heinz Strunk, racconta la storia vera di un maniaco assassino di donne, che negli anni Settanta sconvolse la Germania. Vietato ai minori di 18 anni il film contiene le efferatezza (tra pulp e realismo) compiute dal mostro di Lipzig (con viso e occhi deturpati) FRITZ HONKA (“un agghiacciante Hannibal in nuce” - dice il regista) vissuto nel quartiere amburghese di St. Pauli. Frequentava bassifondi per alcolizzati e prostitute, dopo la separazione violenta da moglie e figlio, con assiduità anche il pub GUANTO D'ORO (titolo originale del libro e del film) dove trovava le sue vittime. HONK, L'uomo nero dell'infanzia di tutti, si aggira torturando donne nel lungometraggio di Akin come fece realmente. Arrestato nel 1975 passò 15 anni in carcere psichiatrico e morì ultrasessantenne in una residenza protetta nel 1998. L'autore e regista cerca ossessivamente le tracce d'umanità del criminale ( il carnefice invece cerca la bellezza sui corpi femminili per dissolverla in un urlo...) lui stesso violentato e umiliato sin da piccolo durante la guerra paga lo scotto di una autorità ancora senza regole certe, che lo risparmia. La società è destinata a marcire senza che l'umanità perda niente - sembra dire il regista - attraverso il protagonista della storia (parafrasando Charles Bukowsky).

fz