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Coronavirus: corretta, secondo l'FMI, la reazione di San Marino all'epidemia

Pubblicato l'ultimo report su San Marino del Fondo Monetario Internazionale. Un documento nel quale si tiene conto dell'emergenza covid-19, che ha colpito pesantemente anche il Titano

4 apr 2020
Report FMI
Report FMI

L'esplosione globale dell'epidemia – successiva all'ultima missione Article IV di fine gennaio in Repubblica - ha cambiato tutto; inducendo l'organizzazione di Washington a predisporre un'integrazione al report preparato ai primi di marzo. Nel supplemento, innanzitutto, una considerazione: con la sua piccola popolazione San Marino è diventato il Paese al Mondo con il più alto tasso di contagiati e decessi, per coronavirus. Al contempo gli esperti dell'FMI hanno apprezzato la rapidità ed incisività delle misure adottate dalle Autorità del Titano contro l'epidemia, così come gli strumenti per contenerne le ripercussioni di carattere socio-economico. Giudicata corretta anche la scelta di reindirizzare risorse al sistema sanitario. Con il Fondo – afferma il Segretario di Stato alle Finanze - ci sono contatti frequenti; stanno seguendo le evoluzioni della situazione, e gli effetti economici che potrebbero derivare dalla gestione dell'emergenza. Al momento nessuno è in grado di quantificarne esattamente il peso. Noi – continua Marco Gatti - abbiamo comunicato gli interventi messi in atto, a partire dal congelamento di tutte le spese, anche di quelle già deliberate; per garantire all'ISS tutte le risorse possibili. Abbiamo rappresentato anche i sacrifici chiesti alle nostre imprese, a partire da quelle che sono state chiuse per limitare il contagio. E anche quello dei lavoratori, sia pubblici che privati, che hanno rinunciato ad una parte consistente del proprio stipendio. Questa determinazione del popolo sammarinese – conclude Gatti - è stata molto apprezzata e condivisa dall'FMI. Tornando al report, per il resto, l'analisi macroeconomica non differisce più di tanto dalle precedenti; così come le ricette: improntate – sostengono i critici – ai dogmi del neoliberismo. Le prospettive di crescita di San Marino nel medio-termine, si legge nel documento, rimangono deboli. Da qui la necessità di un piano di intervento “credibile ed onnicomprensivo”. Le condizioni politiche, secondo l'FMI, ci sono. La coalizione di Governo scaturita dalle ultime elezioni può consentire di avere un “largo consenso” per le “riforme”. Prioritari, si afferma, una “profonda ristrutturazione del sistema bancario” - tramite una significativa riduzione dei costi operativi e del carico di NPL -, ed il potenziamento delle riserve di BCSM; mentre lo Stato dovrebbe fornire supporto solo agli istituti di importanza sistemica. Quanto alle politiche fiscali – ritenute indispensabili per rendere sostenibile il debito pubblico - si ribadisce soprattutto la necessità di procedere con la riforma delle pensioni, ed implementare l'imposta sul valore aggiunto. Caldeggiata poi la conclusione dell'accordo di associazione con l'UE, che consentirebbe l'espansione in nuovi mercati, per le imprese sammarinesi. Infine l'invito ad affrontare quelle che sono definite le “persistenti distorsioni del mercato del lavoro”, agevolando le assunzioni di non residenti.