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E' morto Paolo Giovagnoli, pm dei casi Pantani, stupri Miramare e Scaramella

Ospite di convegni sul Titano legati al riciclaggio e alla criminalità organizzata

11 lug 2020
E' morto Paolo Giovagnoli, pm dei casi Pantani, stupri Miramare e Scaramella

E' morto a 69 anni Paolo Giovagnoli, procuratore capo di Modena. Sabato scorso era stato colpito da un malore in una località della provincia di Cuneo, dove si trovava per qualche giorno di vacanza. Soccorso dal 118, era stato ricoverato in terapia intensiva ed è morto dopo una settimana. Nato a Roma, ma emiliano d'adozione, vinse molto giovane il concorso in magistratura ed ebbe il primo incarico a Ferrara. Poi tanti anni come sostituto procuratore a Bologna, anche alla Direzione distrettuale antimafia (Dda), dove si occupò di diversi casi di terrorismo, primo fra tutti l'omicidio del giuslavorista Marco Biagi nel 2002, ma anche di un filone delle indagini sulla strage alla stazione del 2 agosto 1980.

Nel 2008 la nomina di Giovagnoli alla guida della Procura di Rimini, dove è rimasto 8 anni e ha seguito, tra l'altro, le nuove inchieste sulla morte di Marco Pantani, finite con l'archiviazione. E, nell'estate 2017, la vicenda, conclusa con l'arresto dei responsabili, degli stupri da parte di un gruppo di giovanissimi che per alcune settimane terrorizzarono la riviera romagnola. 

Arrivò a Modena nel 2019 dopo una lunga battaglia di ricorsi, dopo che per due volte il Consiglio superiore della magistratura (Csm) aveva confermato la precedente nomina di Lucia Musti. Nell'attesa Giovagnoli è stato per un breve periodo alla procura generale di Bologna, come sostituto procuratore generale, e suo è il ricorso contro la sentenza del caso della cosiddetta 'tempesta emotiva', la pena quasi dimezzata per un femminicidio con una motivazione che ha fatto discutere. Il ricorso è stato integralmente accolto dalla Cassazione, che ha fissato un nuovo processo di appello. Da sempre iscritto a Magistratura Democratica, storica corrente di sinistra delle toghe, Giovagnoli sarebbe andato in pensione nel 2021.

La San Marino Rtv si stringe attorno alla famiglia e porge le sue più sentite condoglianze.

La Presidente dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, Emma Petitti, lo ricorda quale "Persona dedita al lavoro, professionale e sempre disponibile. Anche nelle situazioni più complicate e difficili che ha attraversato la nostra città, ricordo la sua fermezza e immancabile serietà. Nel corso della sua carriera ha guidato varie indagini delicate, tra queste quelle sulla banda della Uno Bianca da Bologna e sulla morte del ciclista Marco Pantani. Nell'estate del 2017 ha seguito inoltre la terribile vicenda della violenza sessuale da parte di un gruppo di giovani ragazzi, episodio che ha scosso tutta la città di Rimini e non solo. Il suo operato lascia un segno tangibile nel nostro territorio e in particolare nel mondo della giustizia, nel più alto valore del termine. La mia vicinanza alla famiglia e ai suoi cari".