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Parigi: Marine Le Pen condannata per frode all'UE; sfuma l'ipotesi di una nuova candidatura all'Eliseo

La leader del Rassemblement National veniva data in pole nei sondaggi del primo turno delle Presidenziali 2027. Musk ha parlato di abuso del sistema legale. I legali di Le Pen hanno annunciato appello.

31 mar 2025

Nelle scorse settimane era passata tutto sommato sottotraccia la vicenda delle Presidenziali annullate in Romania; e la successiva esclusione anche dalla prossima tornata di quello che appariva di gran lunga il favorito: l'esponente della destra radicale Georgescu, critico nei confronti di UE e NATO. Ma in quel caso si trattava di un Paese ritenuto dai più periferico.

Tutt'altro impatto la notizia odierna della condanna di Marine Le Pen a 4 anni - di cui 2 senza condizionale con possibilità di braccialetto elettronico -, perché ritenuta colpevole, insieme ad 8 eurodeputati, di appropriazione indebita di fondi pubblici nel processo sugli assistenti parlamentari a Strasburgo. Una frode da quasi 3 milioni di euro, secondo il Tribunale di Parigi. Che ha anche dichiarato l'ineleggibilità per 5 anni della leader del Rassemblement National: precludendole di fatto la corsa all'Eliseo. Inevitabili ora i retropensieri di chi – in Francia, e non solo - era già ostile all'establishment. Non solo fasce di opinioni pubblica. “Je suis Marine”, ha scritto su X Orban. Tutto sommato prevedibili anche i feedback del Ministero degli Esteri russo, che ha parlato di “agonia della democrazia liberale”. Singolare, sul punto, l'apparente sintonia con esponenti della nuova Amministrazione americana, come il vicepresidente Vance.

C'è chi ha parlato del resto di una nuova Yalta sullo sfondo del conflitto russo-ucraino; che Trump intende chiudere quanto prima. Pur non rinunciando, a parole, a fare pressione sul Cremlino; come quando ha dichiarato di essere “molto arrabbiato”, per l'idea di Putin di un governo di transizione in Ucraina. Tema comunque sul tavolo, quello del futuro assetto politico di Kiev. Secondo l'Economist Zelensky avrebbe già dato istruzioni per organizzare elezioni dopo un cessate il fuoco. Senonché al momento non se ne vede traccia. Con i russi impegnati piuttosto a conquistare le ultime aree del Kursk ancora occupate dagli ucraini; che a loro volta, nel Belgorod, stanno tentando di creare un'altra breccia oltreconfine.

Evanescenti, ad oggi, i risultati dei colloqui a Riad. La Casa Bianca punterebbe ad una tregua autentica entro Pasqua; mentre il Cremlino parrebbe più orientato a temporeggiare, sottolineando però come Putin rimanga aperto a nuovi contatti con Trump. La cui postura resta nebulosa anche sul tema delle politiche commerciali. Stando al Wall Street Journal in seno all'Amministrazione sarebbe tuttora in corso un dibattito. Se continuare con la politica delle tariffe per così dire “personalizzate” nei confronti dei singoli Paesi, o se invece optare per “dazi universali del 20%”.





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