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46 anni di Diritti: l'8 luglio 1974 nasceva la Costituzione di San Marino

“I principi di libertà, di uguaglianza, e di tutela dei diritti riportati nella Dichiarazione del 1974, sono principi nei quali mio padre credeva fermamente", ricorda la figlia di Renzo Bonelli che con Leo Marino Dominici diede impulso all'iniziativa

8 lug 2020
46 anni di Diritti: l'8 luglio 1974 nasceva la Costituzione di San Marino

Era l’8 luglio del 1974, quando venne approvata la Dichiarazione dei Diritti di San Marino. Un risultato reso possibile grazie all’iniziativa e alla perseveranza del Movimento per le Libertà Statutarie, una forza politica di stampo liberale nata su iniziativa di Leo Marino Dominici e Renzo Bonelli, allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe politica su problematiche di natura istituzionale. “I principi di libertà, di uguaglianza, e di tutela dei diritti riportati nella Dichiarazione del 1974, sono principi nei quali mio padre credeva fermamente - dice Antonella Bonelli - e l’impegno profuso dal Movimento Libertà Statutarie non si fondava sulla strategia politica ma sulla convinzione delle idee”

"A partire dal secondo dopoguerra la concreta partecipazione della Repubblica all’attività internazionale accanto alle democrazie occidentali, aveva reso evidenti, nel raffronto con le esperienze estere, le carenze dell’ordinamento sammarinese - si legge nel post - Se è vero che la Costituzione rappresenta, in genere, la “carta d’identità” di un Paese, è altresì vero che la Dichiarazione dei Diritti ha costituito, per San Marino, il “passaporto” necessario per entrare a fare parte di organismi internazionali di primaria importanza, quali ad esempio il Consiglio d’Europa (1988) e Onu (1992)". 

Lo stesso Renzo Bonelli, all'epoca deputato alla Giustizia, portando in aula la Dichiarazione dei Diritti  si proponeva "di far compiere alla nostra Repubblica un salto di qualità che la ponga al passo con i tempi per una ulteriore prospettiva di avanzamento democratico. Farei offesa  ai componenti di questo Consiglio Grande e Generale se affermassi che quel potere illimitato conferito dagli Statuti vuole essere ancora gelosamente conservato. Sono certo invece - proseguiva la relazione - che è nella volontà di ognuno di voler mitigare con umanità e buon senso quei poteri, nella coscienza di dover essere i rappresentanti della volontà popolare e non i titolari esclusivi di tale volontà".