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Giustizia: la Reggenza raccomanda toni ponderati per un confronto vero e costruttivo

Il Segretario alla Giustizia cita tra le priorità l'individuazione di una figura autorevole per dirigere il Tribunale. Zonzini (Rete): "Chi comanda nel Paese non sta in quest'aula, ma in Tribunale. Liberiamoci dell'uno e dell'altro giudice"

22 set 2020
Giustizia: la Reggenza raccomanda toni ponderati per un confronto vero e costruttivo
Giustizia: la Reggenza raccomanda toni ponderati per un confronto vero e costruttivo

E' la giornata del dibattito sulla giustizia in Consiglio Grande e Generale. Un tema, da tempo, al centro di aspre conflittualità e i Capitani Reggenti, nella loro qualità di Capi dello Stato, hanno aperto i lavori della seduta con un richiamo ai consiglieri affinché rammentino il ruolo che ricoprono, citando l'articolo 3 della Dichiarazione dei Diritti, sulla separazione dei tre poteri fondamentali e le rispettive attribuzioni. La Reggenza ha invitato alla massima ponderazione dei toni per favorire un confronto vero e costruttivo.

A seguire il riferimento del Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini che ha ripercorso le vicende della giustizia sammarinese a partire dalla rimozione di Valeria Pierfelici da Magistrato Dirigente del Tribunale il 5 marzo 2018, fino all'avvio, lo scorso 8 settembre, dell'azione di sindacato nei confronti del Commissario della Legge Buriani. Il Segretario di Stato ha preannunciato tra le priorità il reperimento di una figura autorevole per l'incarico di Dirigente del Tribunale, reclutandolo – se possibile – anche tra magistrati dei tribunali vicini a San Marino.

Ha inoltre annunciato la creazione di due gruppi di lavoro, a composizione mista – che comprenda anche magistrati e avvocati – per la riforma dell'ordinamento giudiziario e del codice di procedura penale. Il consigliere Iro Belluzzi ha chiarito che le sue dimissioni dalla Commissione Giustizia sono state motivate dalla volontà di non recare nocumento al suo gruppo consigliare col quale evidentemente non c'era identità di vedute. Le posizioni fin qui espresse dai membri, di maggioranza e opposizione, hanno confermato le visioni delle rispettive aree di appartenenza, ad esclusione di Giovanni Zonzini, di Rete e Rossano Fabbri di Libera. Il giovane consigliere di Rete, in un durissimo intervento, ha parlato di faida tra fazioni arrivando ad affermare che chi veramente comanda in questo paese “non sta in questa aula, ma ai Tavolucci” e quindi in tribunale. “Qualsiasi invito alla concordia – ha affermato – non funzionerà finché non ci liberiamo dell'uno e dell'altro giudice” ovvero i commissari della legge Buriani e Pierfelici. “Han dimostrato – ha proseguito Zonzini - di non avere a cuore il bene della Repubblica” e per perseguire i loro interessi “sono disposti a tutto”. “Mi sono vergognato – ha aggiunto - della redistribuzione degli incarichi del Tribunale decisa dalla Pierfelici nella notte del 24 luglio. Denota una voglia bambinesca di vendetta verso un collega”.  In discontinuità, rispetto alla linea del suo gruppo di appartenenza, anche le parole di Rossano Fabbri di Libera che ha definito illegittima la revoca dell'incarico di Magistrato Dirigente a Valeria Pierfelici. Fabbri ha anche implicitamente indicato il Giudice per i Rimedi Straordinari Vitaliano Esposito come una figura che potrebbe svolgere un ruolo di garanzia alla guida del Tribunale.