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Libera: preoccupa l'occupazione alla ripresa dopo le ferie. Forti critiche alla gestione rifiuti impostata dal Governo

"Terra da ceci non solo sulla giustizia ma anche in altri settori"

10 ago 2020
Conferenza stampa Libera
Conferenza stampa Libera

“Un'estate rovente dal punto di vista politico soprattutto sul tema giustizia. E non è un caso che argomenti particolarmente delicati – fa notare Luca Boschi – si affrontino ad agosto”. Senza entrare nel merito delle questioni che verranno dibattute in sede istituzionale, e per larga parte coperte da segreto, conferma la volontà di Libera “di intraprendere tutte le azioni necessarie a tutela dell'onorabilità del Paese”. Boschi parla di azione distruttiva e devastante del Governo e della maggioranza: “Si sta commettendo l'errore – dice - di indebolire San Marino in ambito di politica estera e di fronte agli organismi internazionali”.

Occhi puntati poi su economia e lavoro: “alla ripresa dell'attività, dopo le ferie estive, il Paese si ritroverà a fare ancor di più i conti con gli effetti della crisi innescata dall'emergenza sanitaria, sommata alla fase di recessione pregressa. E a pagare il prezzo più alto – si è detto - saranno donne e giovani”. La situazione attuale porta a riflettere su ciò che poteva essere: “se Libera – fa notare Gilberto Piermattei - fosse stata parte di un governo di larghe intese, come auspicato prima delle elezioni, giustizia e rifiuti non sarebbero mai stati gestiti come oggi. E se ci fossero state imposizioni – rimarca – avremmo già aperto una crisi di governo perché su certi principi e valori non saremmo mai stati disponibili a trattare”. Un modo per puntare il dito contro “le incongruenze di Rete, da paladina dei diritti – osservano - ora completamente appiattita al volere dell'alleato”. “I poteri forti oggi – aggiunge Piermattei – sono rappresentati dalla Democrazia Cristiana e questo è molto pericoloso”.

Sui rifiuti, un no secco alla volontà di eliminare il porta a porta, a favore di cassonetti stradali per l'organico ed isole ecologiche con controllo elettronico nei centri storici. “Ora siamo sul 43% di differenziata di cui il 75% viene dal Pap. Logica vorrebbe – rileva Marina Lazzarini - che si andasse verso un sistema che sta funzionando, invece si sceglie di frazionare ulteriormente il metodo di raccolta con maggiori costi. La scusa del risparmio non tiene”. Ragiona su dati in valore assoluto Vladimiro Selva: “300 chili di rifiuti prodotti pro capite all'anno nei castelli dove c'è il porta a porta, di cui si differenzia il 75%, contro i 600 chili nei castelli dove non viene praticato. Qualcosa non torna – dice – non vorremmo che dietro ci fossero degli interessi precisi”.

Nel servizio l'intervista a Giulia Muratori