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Rete difende la propria azione politica dagli attacchi dell'opposizione. Domani Motus Liberi voce fuori dal coro sul tema delle unioni civili

10 ago 2020

Alle critiche mosse su più fronti dall'opposizione nell'ultimo periodo, Rete replica con una parola: lavoro. Gli sforzi del movimento – precisano - “sono interamente tesi alla ricerca di soluzioni valide, sono impegnati nel vaglio di nuovi investitori, considerano giornalmente l’opportunità di nuove strutture che non vadano a tangere il nostro patrimonio naturalistico, ma che offrano l’opportunità – insieme ad altre opere di rilancio – di mantenere lo stato sociale, la sanità gratuita e di tornare alla piena occupazione”. Un accenno quindi all'accusa di voler “addomesticare” la Giustizia e di generare “confusione tra i poteri”, che arriva “da parte di chi – sottolineano con riferimento precipuo ad Rf - nel Tribunale ha fatto il bello e cattivo tempo per un decennio e mezzo”, e che “non merita risposta”. A guidare l'azione della maggioranza, per Rete, solamente il tentativo di ristabilire lo Stato di Diritto nel Paese, perché chiunque abbia a che fare con la Giustizia Sammarinese, oggi, - rimarcano - non è tutelato in minima parte”.

Torna sulle unioni civili, invece Domani Motus Liberi: difende in sostanza quanto previsto dalla Legge approvata nel 2018, che “giustamente – dicono - ha introdotto nell’ordinamento giuridico il riconoscimento di una situazione di fatto esistente, senza però andare a stravolgere l’esistente in ambito matrimoniale”. Qualche riserva invece sul progetto di legge portato in prima lettura consiliare a giugno scorso, e in questi giorni passato al vaglio anche della Commissione per le Pari Opportunità. Unica voce contraria, la nostra – fa sapere il partito – poiché il pdl “contiene alcune disposizioni che consideriamo pericolose”. Non ritengono ragionevole prevedere una totale equiparazione. “A cosa servirebbe infatti a quel punto – chiedono in maniera provocatoria - mantenere l’istituto dell’unione civile nel momento in cui diventa perfettamente sovrapponibile a quello del matrimonio? Se si va, poi, ad equiparare a tutti gli effetti il termine “coniugi” con quello di “uniti civilmente”, - continuano - siamo sicuri che ciò non abbia un impatto anche sulla normativa in materia di adozioni?”. Un richiamo anche alle implicazioni di carattere etico-morale con l’approvazione di questo progetto di legge e ai numerosi problemi a livello applicativo che potrebbe comportare. “Siamo convinti – conclude Dml - che, quando si interviene su tematiche così delicate, ciò vada fatto con cautela e ponderazione: occorre progettualità, la fretta può risultare cattiva consigliera”.