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Coronavirus: taglio stipendi in Francia e Germania. Svizzera, il Sion licenzia otto giocatori. E in Italia?

In Ligue 1 Lione, Bordeaux e Amiens hanno annunciato la disoccupazione parziale per tutti i dipendenti. In Bundesliga i calciatori del Borussia M'gladbach hanno deciso di ridursi volontariamente l'ingaggio. Clamorosa decisione del club elvetico dopo il no

22 mar 2020

A pagare i danni economici dello stop del calcio, dovuto all'emergenza coronavirus, dovranno essere anche i giocatori con stipendi più ricchi. A dirlo è stato Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio “Non può essere tabù l'idea di tagliare i compensi dei calciatori, ad alto livello. Deve prevalere in tutti lo spirito di solidarietà". Come funzionerebbe? I calciatori di Serie A dovrebbero rinunciare a una quota percentuale di ingaggio più elevata rispetto a quella dei colleghi di Serie B e C. E all’interno della stessa categoria il sacrificio maggiore spetterà, dunque, agli atleti che guadagnano di più. Sarebbe questa l’ipotesi allo studio per intervenire sui guadagni dei giocatori in modo da riequilibrare in parte le perdite dei club professionistici provocate dall’ emergenza coronavirus. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli - in questi giorni sentito anche da San Marino RTV- che parla di una disponibilità dell'Aic ad affrontare la questione. L'Associazione italiana calciatori, per il momento,mantiene una posizione più attendista. In Francia, il Lione, il Bordeaux e l'Amiens hanno annunciato la disoccupazione parziale per tutti i dipendenti, calciatori inclusi, fino a nuovo avviso. I tesserati al momento percepiranno il 70% dello stipendio. In Germania sono stati gli stessi giocatori del Borussia Moenchengladbach a ridursi gli stipendi dopo la sospensione delle attività. Clamorosa decisione in Svizzera dove il Presidente del Sion, l’imprenditore Christian Constantin, non nuovo ad atti eclatanti, ha licenziato nove giocatori. Secondo il quotidiano svizzero Blick, Constantin avrebbe cercato di convincere i giocatori a firmare accordi di breve durata a ingaggio ridotto per far fronte ai problemi economici. Il mancato assenso ha portato alla decisione di licenziarne otto, e adesso la patata bollente passerà nelle mani del sindacato svizzero