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Gastrite, l'esperto ci spiega le buone regole da mettere in pratica

Due mesi chiusi in casa e il cambio di stagione hanno messo a dura prova lo stomaco in chi già soffre di gastrite o in chi ne è predisposto, un disturbo molto comune tra la popolazione e sempre più diffuso anche tra i giovani.

23 mag 2020
Dott.ssa Ingrid Febbraro
Dott.ssa Ingrid Febbraro

Benedetta de Mattei ha intervistato la Dott.ssa Ingrid Febbraro – Specialista in malattie dell’Apparato Digerente ed Endoscopia Digestiva e Responsabile della U.O.S.D. di Endoscopia d’Urgenza “Ospedale Sandro Pertini” di Roma – per parlare di gastrite e capire come combatterla al meglio

Come si manifesta la gastrite?
I sintomi gastrici possono manifestarsi in diversi modi, dal dolore epigastrico, all’iperacidità, alla sensazione di cattiva digestione a volte anche nausea, ma sostanzialmente il bruciore epigastrico è quello che ci mette maggiormente in allarme. E’ chiaro che qualsiasi sintomo gastrico va sempre considerato anche in relazione all’età del paziente, poiché la gastrite nel giovane porta ad una strategia diagnostica e terapeutica diversa rispetto a quella di una persona adulta , in cui un dolore epigastrico importante può rappresentare un campanello d’allarme da indagare.

Quali sono le principali cause?
Tra le principali cause ricordiamo: una cattiva alimentazione, l’alcol, il fumo, e la presenza dell’Helicobacter, un batterio che può dare come unico sintomo la gastrite ed aumenta l’acidità gastrica, così come l’uso di farmaci tipo FANS, altamente gastrolesivi . I disturbi psicosomatici possono peggiorare la sintomatologia.

E nella gastrite cronica?
Sostanzialmente è un’evoluzione della forma acuta ,chiamata “cronica” perché ,nonostante la terapia, non si riesce ad alleviare i sintomi dei pazienti. Prima abbiamo elencato le cause della gastrite acuta mentre nella gastrite cronica ci possono essere delle malattie concomitanti che perpetuano l’infiammazione cronica dello stomaco, tra cui insufficienza renale , malattie infiammatorie intestinali o malattie autoimmuni.


Come comportarsi in caso di gastrite?
Il primo passo è quello di arrivare a una diagnosi, quindi come spiegavo prima a seconda dell’età del paziente si sceglie una strategia diagnostica. Ad esempio se il paziente è molto giovane, come nel caso di ragazzi che fanno abuso di fumo e alcol o hanno una cattiva alimentazione, si preferisce iniziare con i farmaci “inibitori di pompa” che riducono l’acidità gastrica così che solitamente nel giro di 15-20 giorni la sintomatologia regredisce . In tal modo in realtà si è già fatta una diagnosi. Nei pazienti adulti che non abbiano fatto controlli in precedenza sullo stomaco, l’indagine principe è la gastroscopia perché permette di osservare la mucosa delle pareti gastriche, capire se c’è un’infiammazione ed escludere patologie più gravi quali l’ulcera gastro-duodenale o il tumore dello stomaco, che inizialmente possono dare gli stessi sintomi. La Gastroscopia permette inoltre di prelevare dei piccoli campioni i tessuto ,attraverso i quali è anche possibile ricercare la presenza dell’helicobacter. Una volta ottenuta la diagnosi è poi possibile scegliere la strategia terapeutica più opportuna.

Cosa fare in caso di positività all’helicobacter?
L’helicobacter, presente anche in maniera asintomatica, va eradicato poiché oltre alle ulcere gastro-duodenali aumenta anche il rischio di forme tumorali. Negli anni l’abuso nell’utilizzo delle terapie antibiotiche ha fatto si che l’helicobacter abbia sviluppato in particolare resistenza alla claritromicina , antibiotico inizialmente di scelta per eradicarlo , per cui la terapia ha avuto delle evoluzioni fino utilizzazione di altri farmaci che ,sotto stretto controllo medico ,riescono ad eradicarlo definitivamente.

Quali consigli per combattere la gastrite?
Come in tutte le patologie gastroenterologiche il suggerimento principale è un corretto stile di vita e di alimentazione. È importante mangiare bene, evitando di mangiare cibi precotti o preconfezionati così come qualsiasi altro “cibo spazzatura”; non abusare di dolci, bibite acide e zuccherine, come aranciata o coca cola, fritti e cioccolata, che aumentano l’acidità gastrica. È bene non fumare ed evitare di bere alcolici. Cercare inoltre di correggere le abitudini alimentari, favorendo frutta, verdura, carboidrati e proteine. Suggerisco una vita sana, all’aperto, cercando di evitare eccessivo stress e tensione. L’attività fisica è importantissima ma va fatta senza eccedere, nel giusto modo compatibilmente con l’età.

Benedetta de Mattei