
“È tempo di scegliere da che parte della storia vogliamo stare” – con queste parole il Collettivo San Marino per la Palestina lancia un appello forte e chiaro in vista della nuova manifestazione prevista per sabato 5 aprile 2025. Il ritrovo è fissato per le 16:30 in Piazza Sant’Agata, da cui partirà un corteo diretto verso Piazza della Libertà.
La mobilitazione, spiegano gli organizzatori, nasce come risposta all’ennesima escalation di violenza nella Striscia di Gaza. “Lo Stato sionista ha rotto unilateralmente il cessate il fuoco la notte del 17 marzo, riprendendo a bombardare Gaza con armi devastanti. È di nuovo inferno per i nostri fratelli e le nostre sorelle palestinesi”, si legge nel comunicato.
Il Collettivo invita tutta la cittadinanza a partecipare, rivolgendo un appello mirato a diverse categorie della società: operatori sanitari, religiosi, educatori, donne, giornalisti, associazioni culturali e benefiche. “Chiamiamo in Piazza ogni medico, ogni insegnante, ogni scout, ogni fotografo, ogni cittadino che crede nella dignità umana e nella giustizia”.
Durante la manifestazione saranno avanzate anche precise richieste al Governo sammarinese: il riconoscimento dello Stato di Palestina, l’imposizione di un embargo sulle armi a Israele, e il sostegno a sanzioni economiche in sede ONU. “Non possiamo restare in silenzio di fronte a un genocidio”, ribadisce il Collettivo.
In preparazione all’evento, il 1° aprile si terrà un laboratorio per bambini in collaborazione con l’artista palestinese Nidaa Badwan presso l’ex Tiro a Volo di Murata. L’opera collettiva realizzata sarà poi esposta durante la manifestazione del 5 aprile.
“Vorremmo vedere una Piazza della Libertà traboccante di persone, - conclude la nota - tra loro diverse ma unite dalla stessa necessità: quella di restare umani”.
Anche Demos si unisce all'appello: con una nota ufficiale, il movimento ha annunciato la propria adesione alla manifestazione, invitando la cittadinanza a partecipare numerosa. “Non per schierarsi a favore di una o dell’altra causa – si legge – ma per testimoniare un argine di umanità di fronte alle barbarie che stiamo vivendo”. Demos richiama l’urgenza di un impegno collettivo per la pace e condanna l’uso della violenza come strumento di risoluzione dei conflitti. “Ogni guerra è un crimine contro l’umanità – conclude la nota – e chi la vuole è disumano. Non dobbiamo arrenderci a questa disumanità: fermiamo questa atrocità”.