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Smartworking e didattica a distanza, come proteggere i nostri occhi e quelli dei nostri figli per non subire danni

In questo periodo di quarantena, tra smartworking, didattica a distanza e il maggiore utilizzo dei cellulari i nostri occhi e quelli dei nostri figli sono continuamente messi sotto sforzo

25 apr 2020
il Prof. Matteo Piovella
il Prof. Matteo Piovella

Benedetta de Mattei ha intervistato il Prof. Matteo Piovella, Presidente della SOI - Società Oftalmologica Italiana per capire quali conseguenze questa continua connessione possa avere sulla vista e come difendere al meglio i nostri occhi

Questa super connessione potrebbe avere delle conseguenze sulla vista?

Un occhio sano, che non ha problemi di vista o di lubrificazione, non subisce particolari danni anche se evidentemente l’utilizzo del computer è un fenomeno visivo che richiede maggior concentrazione e l’autonomia non è illimitata. Quindi anche nelle condizioni ideali quando utilizziamo il computer è bene fare delle interruzioni. E’ inoltre importante che gli ambienti in cui lavoriamo abbiano la giusta umidità, e per tale ragione dove l’aria è troppo secca è bene mettere sotto la scrivania un termoregolatore dell’aria. Questo suggerimento diventa particolarmente importante per chi è affetto dalla sindrome dell’occhio secco, una patologia molto diffusa (circa l’80% delle donne dopo i 40 anni e il 60% degli uomini) dovuta in sintesi alla riduzione delle sostanze che mantengono la giusta lubrificazione dei nostri occhi. Se esiste la necessità è fondamentale lubrificare gli occhi, che altrimenti iniziano ad arrossarsi e a darci fastidio. Questa accortezza è ancor più importante per chi indossa le lenti a contatto, che sono comunque un corpo estraneo. Esistono dei lubrificanti senza conservanti, idonei e compatibili con l’uso di lenti a contatto e comunque utili per chi lavora molto al computer, poichè nel guardare uno schermo si sbattono meno le palpebre (l’ammiccamento è ridotto di tre volte) e quindi gli occhi si lubrificano meno e si seccano. E Lacrimano di più perché sono meno lubrificati.

La miopia tra i giovani e i bambini è in netto aumento, in Europa siamo passati, in vent'anni, dal 25 al 42 per cento perché?

Il problema della miopia è purtroppo diventato un problema endemico nel senso che nei paesi asiatici negli ultimi 15 anni ci si sta avviando verso il 100% di ragazzi miopi, e in Europa anche se fortunatamente la situazione è diversa, i numeri stanno molto aumentando e questo è stato oggetto di grande studio. In particolare si sono identificate due attività da diffondere e da rendere operative: la prima è sicuramente quella di stare 2-3 ore al giorno all’aria aperta, quando possibile, specialmente nell’orario intorno a mezzogiorno perché sembra che le a luce naturale del sole abbia una funzione difensiva nell’evoluzione della miopia. Per cui i bambini che stanno meno all’aria aperta, come accade purtroppo oggi, sono più predisposti a far progredire la loro miopia. L’altra cosa da ricordare è che quando si svolge un’attività da vicino, come ad esempio l’utilizzo di computer o videogiochi, è importante ogni 20 minuti fermarsi per circa 30 secondi, distogliere gli occhi dallo schermo, per fissare lo sguardo all’infinito in lontananza e rilassare la messa a fuoco prima di ritornare a lavorare. Nei bambini la messa a fuoco è automatica e il mantenere questa tensione ininterrottamente, senza fare piccole pause di 30 secondi, sembrerebbe collegato con l’aumento della miopia. E questo è qualcosa che dobbiamo riuscire a diffondere agli insegnanti, soprattutto quando applicano obbligatoriamente la scuola telematica come in questo periodo. Queste sono ormai indicazioni consolidate, verificate e validate a livello internazionale. Nella didattica a distanza per i bambini è ovviamente fondamentale anche ridurre le ore rispetto al normale orario scolastico e comunque prevedere degli intervalli, in particolar modo nei ragazzi dagli 8 ai 12-13 anni poiché è l’età in cui normalmente si sviluppa la miopia. Lavorare al computer acuisce i piccoli problemi di vista, bisogna fare i controlli suggeriti perché queste visite hanno anche il compito di individuare man mano che crescono l’esistenza di piccoli difetti visivi che magari non vengono percepiti ne dal ragazzo ne dai genitori ma possono dare problemi.

La “luce blu” che emettono tablet smartphone, TV e PC pare sia dannosa, è vero?

La luce blu è dannosa, ma naturalmente come qualunque cosa dipende dalla dose. Un esempio pratico di luce blu dannosa sono i neon dei supermercati, perché la loro normale illuminazione ha un’emissione significativa di luce blu, ma anche qui dobbiamo fare dei distinguo: non è pericolosa per i clienti che ci stanno un tempo limitato mentre lo diventa per gli impiegati che invece ci stanno tutti i giorni. Gli studi finora eseguiti su computer e cellulari non hanno rilevato un numero di radiazioni minimamente paragonabile all’emissione di luce blu delle lampade utilizzate per illuminare l’interno dei supermercati. Ovviamente queste informazioni sono state da anni ripetutamente testate e certificate. Ad ogni modo oggi le normali lenti trasparenti degli occhiali possiedono, cosa che prima non era possibile, dei filtri contro i raggi UVA e contro la luce blu, con protezione del 100%.

Meglio computer o smartphone?

E’ meglio utilizzare il computer poichè di solito lo guardiamo ad una distanza maggiore rispetto al cellulare che quindi stanca di più gli occhi.

Quali consigli può darci per proteggere i nostri occhi, soprattutto in questo periodo? 

Stare all’aria aperta, soprattutto per chi porta gli occhiali, perchè l'attività all'aria aperta riduce l'avanzare della miopia, che invece aumenta nei luoghi chiusi. Tra i dispositivi che avete in casa, scegliete quello col monitor più grande e tenete una distanza di lettura di 70 - 80 cm. Così gli occhi si sforzano di meno. Per lo stesso motivo evitare di guardare film sul telefonino. Si vedono spesso bambini che tengono i videogiochi a 15 cm dagli occhi mentre è bene ricordargli che gli schermi non vanno tenuti così vicini ma è giusto allontanare le braccia per quello che possono. Lubrificare gli occhi con colliri che siano sempre monodose e privi di conservanti, per evitare problemi ed allergie. Se sono sostanze naturali, senza conservanti, non potranno mai dare assuefazione o avere controindicazioni perché il liquido è costruito copiando esattamente le lacrime naturali. E infine ribadisco l’importanza, davanti a uno schermo, di fermarsi ogni 20 minuti e distogliere lo sguardo per almeno 30 secondi. Questi sono accorgimenti molto semplici ma utili.


Benedetta de Mattei