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The Market: annunciata l'apertura entro l'estate 2020, perplessità dal settore sindacale

Il progetto prosegue, così come i lavori, ma resta da rinnovare la convenzione finanziaria

di Mauro Torresi
11 ott 2019
Il progetto "The Market"
Il progetto "The Market"

The Market rilancia e fissa il periodo di apertura: entro l'estate 2020. Lo hanno reso noto, tramite un comunicato, gli stessi investitori. “San Marino Outlet Experience” è il nome scelto per una nuova “esperienza di shopping premium”, recita la nota. Il progetto è “in fase avanzata di realizzazione” e prevede 150 milioni di euro di investimento. Quasi 25mila i metri quadrati occupati dal complesso commerciale. Annunciati servizi di alto livello, con un occhio alla tecnologia, alla cultura e alla cucina.

I lavori vanno avanti, quindi, nonostante il mancato aggiornamento della convenzione finanziaria. Nell'accordo, infatti, viene indicata Banca Cis come l'istituto sammarinese che avrebbe offerto supporto economico, insieme alle altre banche estere scelte. Con la crisi di Governo, la convenzione non è stata aggiornata e non è stato, quindi, indicato un nuovo istituto bancario che sostituisca il precedente. Prima della caduta dell'esecutivo era stato il segretario di Stato all'Industria, Andrea Zafferani, ad avvertire dei possibili problemi di un mancato rinnovo.

Criticità che, al momento, sembrerebbero superate, come fa sapere, a distanza di diverse settimane, lo stesso Zafferani. Per gli investitori, spiega, è possibile attendere l'insediamento del nuovo Governo per l'aggiornamento. Luca De Ambrosis Ortigara, di Dea Real Estate, uno dei diversi protagonisti insieme a Borletti Group, esprime fiducia sul modello degli outlet: unico segmento, dice, che cresce. Poi un riferimento agli sbocchi occupazionali, con la creazione di “500 posti di lavoro”.

Dal settore sindacale arrivano, però, perplessità. Nicola Canti, segretario della Federazione Costruzioni della Cdls, auspica che il Polo apra prima possibile ma esprime dubbi sulla riuscita per quella data, lamentando la mancanza di rassicurazioni in tal senso sia dalla proprietà che dalla politica. “Siamo stati tagliati fuori”, come sindacati, torna a dire il segretario generale della Csdl, Giuliano Tamagnini.