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Banca Cis: altra condanna per Daniele Guidi a 4 anni e 8 mesi

Giudicati colpevoli anche Massimo Merlino, Enzo Barbucci e Vincenzo Ferrini. Accolte le richieste di risarcimento per Eccellentissima Camera, Sga ex Bns e Bcsm. Assolti i membri del collegio sindacale e della società di revisione.

di Luca Salvatori
3 apr 2025
Nella foto al centro Daniele Guidi
Nella foto al centro Daniele Guidi

Quattro colpevoli e sei innocenti nel processo agli organi sociali di Banca Cis. La pena più severa, all'ex Direttore Generale ed Amministratore Delegato Daniele Guidi condannato a 4 anni e 8 mesi di prigionia e di interdizione e 12 mila euro di multa. E' stato giudicato colpevole per amministrazione infedele, false comunicazioni sociali e ostacolo alla vigilanza. Per gli stessi reati il Commissario della Legge Adriano Saldarelli ha condannato l'ex presidente della banca Massimo Merlino a 3 anni di prigionia e interdizione e 6mila euro di multa. Due anni e 6 mesi di prigionia e interdizione e 3mila euro di multa anche per gli ex membri del Cda del Cis, Enzo Barbucci e Vincenzo Ferrini. I quattro imputati giudicati colpevoli dovranno risarcire i danni all'Eccellentissima Camera, alla Sga ex Bns e a Banca Centrale, oltre al pagamento delle spese di costituzione parte civile e alle spese del procedimento. I due ex membri del consiglio di amministrazione di Banca Cis Pier Paolo Fabbri e Marco Micocci sono stati assolti “perché non consta abbastanza della colpevolezza”. Assolti invece “perché il fatto non costituisce reato” i componenti del collegio sindacale Simona Burzoni, Andrea Albertini e Stefano Semprini, così come Alessia Scarano della società di revisione. La sentenza accoglie in gran parte le richieste del Procuratore del Fisco Roberto Cesarini che aveva chiesto cinque condanne e cinque assoluzioni. Soddisfatte le parti civili così come gli imputati assolti. Simona Burzoni e Andrea Albertini subito dopo la lettura della sentenza hanno apertamente gioito per l'esito sopraggiunto dopo un lungo calvario. Il coinvolgimento in un procedimento giudiziario è infatti sempre un'afflizione a prescindere dal fatto che si abbia torto o ragione. Pressoché scontato, per i quattro imputati colpevoli, il ricorso in appello.





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