
In gioco c'è il ruolo dell'Europa nella partita dei negoziati per la pace in Ucraina. L'Ue non ci sta ad essere messa da parte in quello che sta diventando un gioco a due tra Trump e Putin che – fa sapere il Tycoon – dovrebbero vedersi "molto presto". E mentre a Riad il negoziato tra Usa e Russia muove i primi passi, il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio cerca di stemperare le tensioni assicurando che Ucraina ed Europa faranno parte di qualsiasi "vero negoziato". Ma nel vecchio Continente la preoccupazione resta alta dopo i commenti dei principali consiglieri di Trump durante la conferenza di Monaco, che fanno temere che l'amministrazione repubblicana sia intenzionata a risolvere rapidamente il conflitto con un contributo minimo da parte dell'Europa.
Alla vigilia del vertice informale di Parigi convocato da Macron con i leader dei principali Paesi europei, Meloni compresa, il premier britannico Starmer si è detto pronto all'invio di truppe in Ucraina per contribuire a garantirne la sicurezza nell'ambito di un accordo di pace. Dovrebbe anche visitare Trump a febbraio e dopo che il presidente americano ha sottolineato che i due "vanno molto d'accordo", Starmer si trova in una posizione favorevole per fare da ponte tra Washington e Bruxelles. La Svezia, dal canto suo, non esclude l'invio peacekeeper in Ucraina. Ma prima – dice il ministro degli Esteri svedese - "Dobbiamo negoziare una pace giusta e sostenibile che rispetti il diritto internazionale”.
A stretto giro Madrid chiarisce: "Nessuno prevede l'invio di truppe in Ucraina per una missione di pace"; discussioni che anche Berlino ritiene "premature". Su Mosca la posizione del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa è stata chiara: I negoziati sulla nuova architettura di sicurezza devono tenere conto che la Russia è una minaccia globale e che questa guerra non riguarda solo l'Ucraina ma la sicurezza europea. E nell'attesa di una linea comune, c'è già chi rema contro: "Il vertice di Parigi – attacca l'Ungheria – ostacola gli sforzi di pace. I leader Ue sono contro Trump e pro-guerra”. Anche il ministro degli esteri russo Lavrov critica i leader europei: "Alla conferenza di Monaco i discorsi – dice - sono stati estremamente aggressivi".