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Medio Oriente: Teheran paventa la “chiusura” del Mediterraneo, come risposta agli attacchi su Gaza

Resta altissima la pressione israeliana sui gruppi armati nella Striscia

23 dic 2023

“Siamo isolati”, ha dichiarato una ex ambasciatrice americana al New York Times. Quotidiano certo non pregiudizialmente ostile all'attuale inquilino della Casa Bianca; ma che in un articolo odierno in un qualche modo - sulla crisi mediorientale - fotografa l'attuale iato tra Washington, e molti dei propri alleati. Si sottolinea infatti come gran parte del Mondo veda l'Amministrazione Biden come quella che consente la campagna di Israele: definita “letale” in modo indifendibile. E ciò anche alla luce delle prese di posizione in sede ONU. Un'apparente perdita di consenso dell'Egemone che pare incoraggiare le Potenze antagoniste a sfide sempre più ardite, quantomeno sul piano propagandistico. A partire dall'Iran, un cui proxy – gli houthi yemeniti – sta già provocando enormi problemi in una via marittima strategica come il Mar Rosso. Teheran sembra ora spingersi oltre, paventando la possibilità di una “chiusura” del Mediterraneo, se Stati Uniti ed Israele – ha tuonato un leader dei Pasdaran – continueranno a commettere “crimini” a Gaza. Epicentro del caos che sta avviluppando la Regione; e dove si continua a combattere aspramente, con le forze dello Stato Ebarico decise ad eradicare – una volta per tutte - la presenza dei gruppi armati. Hamas, che ha aggiornato il bilancio delle vittime nella Striscia oltre quota 20.000, ha fatto sapere di aver perso i contatti con un gruppo di miliziani che teneva 5 ostaggi. Ritenendo dunque siano stati tutti uccisi in un raid aereo. Tattiche di guerra psicologica, forse; nessuna conferma indipendente. Ma tutto pare possibile, nell'exclave, vista l'intensità dei combattimenti. La riprova dal numero di addetti delle Nazioni Unite che hanno perso la vita dall'inizio delle ostilità: 136; una cosa “mai vista”, ha dichiarato Guterres. Si è inoltre parlato nelle scorse ore di 76 membri, di una famiglia allargata palestinese, spazzati via in uno strike su un edificio a Gaza City. Mentre si inseguono rumors di un imminente ingresso di carri israeliani dal valico di Kerem Shalom, diretti verso la pista che corre lungo la frontiera con l'Egitto. Da non escludere quindi l'eventualità di frizioni diplomatiche con Il Cairo. Restano un'incognita, infine, i possibili sviluppi sul fronte nord con il Libano; teorico innesco di una catastrofica escalation. Stando al Wall Street Journal lo scorso 11 ottobre – quando Israele era ancora sotto choc per la mattanza perpetrata da Hamas – Biden convinse Netanyahu a non lanciare un attacco aereo preventivo contro Hezbollah; invitandolo a pensare alle conseguenze che una simile decisione avrebbe avuto.





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