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Nicola Pedde: possibili impatti critici, del dossier ucraino, su energia e questione migratoria

Quali le possibili ripercussioni dell'attuale crisi geopolitica sull'Europa? Lo abbiamo chiesto al Direttore dell'Institute for Global Studies

21 feb 2022

Nicola Pedde parla di due ordini di ripercussioni per l'Italia e per l'Europa. Innanzitutto il rischio energetico; “che è condiviso dalla Russia”, precisa l'analista, poiché le mancate esportazioni sono “insostenibili anche per l'economia russa nel medio periodo”. Qualora vi fosse uno scenario di diminuzione degli approvvigionamenti le conseguenze sarebbero pesanti anche per il sistema europeo; innanzitutto – sottolinea il Direttore dell'Institute for Global Studies – per la “rigidità del mercato del gas europeo, la mancata integrazione delle reti” e quindi la “difficoltà di poter interagire, eventualmente, sul piano di forniture congiunte” fra i vari Paesi. Vi è poi una rigidità – aggiunge – nel criterio d'accesso; “abbiamo investito molto poco in questi ultimi 30 anni sullo sviluppo delle reti e soprattutto sulla diversificazione dei punti d'accesso”. Pedde ricorda allora il numero insufficiente di rigassificatori. La seconda tipologia di rischio – continua l'analista – è rappresentata dai flussi migratori. “La crisi ucraina potrebbe generarne di spontanei”, e anche di “indotti dagli attori coinvolti”. Flussi sostenibili – precisa – in ambito europeo; ma l'impatto sulle politiche dei singoli Paesi potrebbe rivelarsi “non sostenibile nel breve e medio periodo”.

Nel video l'intervista a Nicola Pedde, direttore IGS - Institute for Global Studies





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