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Ucraina: nuovi raid missilistici russi. Colpita anche la Capitale

“Lo Stato terrorista non sarà perdonato”, tuona Zelensky. Putin dal canto suo accusa l'Occidente di usare Kiev per indebolire e dividere la Russia

31 dic 2022

Unico flebile segnale di speranza, in questo ultimo giorno dell'anno, il nuovo scambio di prigionieri. Canali di dialogo non ancora totalmente azzerati, insomma, nonostante la spirale crescente di rancori e violenze che caratterizza l'incedere del conflitto. A riprova di ciò i raid missilistici odierni su varie aree dell'Ucraina.

Giovedì scorso i precedenti strike su infrastrutture energetiche. Solitamente la cadenza era settimanale. Ma l'Intelligence britannica aveva avvertito della possibilità di un nuovo attacco durante le feste, per deprimere il morale della popolazione. Le autorità militari di Kiev hanno dichiarato l'abbattimento di 12 missili su 20 lanciati. Colpita anche la Capitale; dove il Sindaco ha parlato di almeno una vittima e diversi feriti. Fra gli obiettivi, stando a quanto riferiscono canali telegram filo-russi, anche un hotel dove pare alloggiassero combattenti stranieri. Ma il target sono i civili, sottolinea Zelensky. “Lo Stato terrorista non sarà perdonato”, ha tuonato. Putin ha dal canto suo decorato l'ideatore di questa campagna, il generale Surovikin.

Nell'occasione – al quartier generale del distretto militare meridionale – anche il discorso di Capodanno. Un sunto della visione del Cremlino su questa guerra; dove elementi di carattere vagamente messianico si incrociano con l'ancestrale sindrome da accerchiamento russa. “La correttezza morale e storica è dalla nostra parte”, ha detto. Ribadendo come a suo avviso l'Occidente abbia mentito sulla pace mentre si preparava all'aggressione. Riferimento più o meno esplicito alle recenti rivelazioni di Merkel sugli accordi di Minsk. Ma non solo; ha anche sostenuto come si stia usando l'Ucraina per indebolire e dividere la Russia. Un conflitto, insomma, percepito anche a Mosca come esistenziale. Da qui un continuo afflusso – in questi giorni - di mezzi corazzati e riservisti sul fronte del Donbass; dove le perdite sono spaventose e gli equilibri in bilico.






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