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1° aprile: il discorso dei Capitani Reggenti eletti

1 apr 2025
1° aprile: il discorso dei Capitani Reggenti eletti

La Reggenza accoglie con sentimenti di alto onore e viva gratitudine, il messaggio augurale pronunciato da Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Petar Rajic, Nunzio Apostolico e Decano del Corpo Diplomatico e Consolare accreditato a San Marino, al quale desidera rivolgere un saluto deferente e i sensi della più alta stima e considerazione delle Autorità e del Popolo sammarinese. Un messaggio particolarmente apprezzato nei suoi contenuti, che richiamano l’impegno istituzionale che la nostra Repubblica da sempre profonde per la pace, evidenziando che solo le ragioni del dialogo e della mediazione, unite alle iniziative diplomatiche, possono assicurare il raggiungimento di una armonia globale; un messaggio al quale ci preme corrispondere, all’esordio di questa Cerimonia, con un pensiero e un augurio dal profondo del cuore rivolti al Santo Padre. Le più alte Istituzioni e il Popolo sammarinesi, nel solco del legame plurisecolare che lega la Repubblica alla Santa Sede e al suo Pontefice, rinnovano pertanto il forte auspicio che Papa Francesco possa riannodare al più presto le fila del Suo alto Pontificato, ancor più in questo Anno di Giubileo, per il quale si è così straordinariamente adoperato. Siamo particolarmente lieti e onorati di formulare un cordiale benvenuto ai Rappresentanti del Corpo Diplomatico e Consolare, oggi convenuti in Repubblica per confermare la vicinanza e la stretta cooperazione tra i Nostri Stati e gli Organismi internazionali, con i quali San Marino collabora, impegnandosi a promuovere in ogni sede i principi cardine della propria sovranità statuale, senza mai deflettere dalla via maestra del dialogo e delsereno confronto. La Repubblica di San Marino da tempo immemore ha abbandonato lo storico brocardo “noti a noi ignoti agli altri”, per intraprendere il cammino dell’apertura alle relazioni esterne che oggi è divenuto, a pieno titolo, il percorso virtuoso e irreversibile di internazionalizzazione; e lo ha fatto perché crede convintamente nei principi della cooperazione fra Stati. Le determinazioni assumono infatti ancora più valore e significato se frutto di una condivisione di pensiero e di una strategia comune, che sia il più possibile coordinata e declinata su vasta scala.
Con viva gratitudine accogliamo e diamo il benvenuto in questa Sala alla Professoressa Donatella Sciuto, Magnifica Rettrice del Politecnico di Milano, che ha gentilmente accolto l’invito ad assumere l’incarico di Oratore Ufficiale della odierna Cerimonia di Insediamento. Grazie, Magnifica Rettrice, per averci onorato della Sua presenza a questa solenne Cerimonia, tanto cara ai sammarinesi e divenuta nel tempo un appuntamento internazionale che, attraverso la suggestione di un protocollo storico, scandisce i momenti salienti dell’avvicendamento democratico ponendosi quale opportunità privilegiata per conoscere le peculiarità dell’assetto politico-istituzionale dell’antica Repubblica e la sua progressiva evoluzione nel corso dei tempi.
La Professoressa Sciuto proviene dalla sfera del sapere e da una esperienza professionale incentrata anche sulle nuove tecnologie, che oggi rappresentano uno dei vettori primari del cambiamento e che applicate all’evoluzione del percorso accademico, accompagnano e supportano le trasformazioni sociali e culturali.
Per l’attualità dei messaggi che Ella propugna e di cui è stimatissima portavoce, ci accingiamo con curiosità e interesse ad ascoltare un’Orazione Ufficiale che saprà – ne siamo certi – catturare, la migliore attenzione degli ascoltatori, che La seguiranno nel Pubblico Palazzo, così come attraverso i circuiti mediatici.
Con altrettanta viva soddisfazione salutiamo con cordialità e amicizia l’Ambasciatore d’Italia a San Marino, S.E. Fabrizio Colaceci, cui ci uniscono rapporti speciali ed esclusivi, così come speciali ed esclusive sono le storiche relazioni italo-sammarinesi. Da sempre i nostri Stati vivono rapporti all’insegna, non solo della contiguità territoriale, ma anche e soprattutto dell’amicizia, della interconnessione storica, economica e culturale e di una visione coerente nel percorso di integrazione e internalizzazione. San Marino, anche in prossimità di un traguardo storico, rappresentato dalla firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, non si è mai discostata dal modello di sviluppo che ha permeato le relazioni bilaterali italo-sammarinesi e che da oggi si porranno sempre ad un gradino più elevato, per le specificità connaturate alle nostre Istituzioni e ai nostri Popoli.
In questa prospettiva, Gentile Ambasciatore, abbiamo ottenuto anche di recente, da parte delle Sue competenti Autorità, l’assicurazione del positivo atteggiamento dell’amica Repubblica Italiana, per la rapida conclusione del percorso di integrazione; un percorso che consentirà alla nostra Repubblica di interpretare il cambiamento salvaguardando l’unicità e le nostre peculiarità, nonché di accedere al mercato unico europeo, in condizioni di equivalenza con gli Stati membri, ridisegnando un futuro maggiormente sfidante e competitivo sotto profilo economico, sociale e culturale.
Sarà un passaggio epocale, che determinerà un imponente cambio di passo, anche nella capacità di accogliere e implementare le nuove disposizioni normative, per le quali si rendono necessari, fin da ora, una capillare informazione alla cittadinanza, una formazione costante, un aggiornamento su scala europea e un adeguato approccio metodologico a tutti i livelli dell’amministrazione nazionale. Il semestre che ci attende si colloca in uno scenario globale certamente preoccupante, contraddistinto da una escalation di conflitti per i quali San Marino ha incessantemente levato la propria voce, auspicando una pacifica risoluzione dei medesimi e perorando, sempre e comunque, in tutte le sedi multilaterali l’appello al dialogo e alla riconciliazione.
Per questo agognato epilogo gli Stati, grandi e piccoli che siano, non possono agire da soli e farsi promotori di iniziative unilaterali, che non poggino sui principi della cooperazione internazionale. È sempre più urgente lavorare insieme e seriamente alla costruzione concreta di un dialogo internazionale permanente votato alla pace, nella sua accezione di valore assoluto, alla quale l’umanità deve sempre tendere.
È un concetto, questo, per nulla scontato, o quantomeno non scontato per la Repubblica di San Marino, che ha vissuto la sua storia, difendendo e custodendo gelosamente la propria condizione di pace e adoperandosi per favorire sempre il dialogo e la riconciliazione; e non lo ha fatto solo per la sua connaturata assenza di forze militari e lontana dalla logica delle armi, ma per la sua convinta posizione di neutralità attiva, che mai come oggi viene richiamata in ogni ambito di discussione.
Con questo binomio terminologico apparentemente incoerente, si identifica la Repubblica quale Paese attento, coinvolto, non indifferente e mai trincerato dietro paraventi convenzionali, bensì pro attivo alla difesa del diritto internazionale, laddove questo viene violato e disatteso, con particolare riferimento ai principi di salvaguardia dell’integrità e della sovranità territoriale.
Siamo oggi attoniti dinnanzi alle immagini dei laceranti conflitti armati che imperversano senza sosta in più aree del globo e dalle crude constatazioni di decessi di bambini innocenti. Che siano da monito, a tal proposito, per noi tutti le parole del Santo Padre, che invita a disarmare le parole per disarmare le menti e la terra.
Questi atti crudeli e inumani devono essere interrotti al più presto, per porre fine alla barbarie della guerra e per assicurare alla pace, il futuro di terre martoriate e della intera umanità.
Volgendo uno sguardo al nostro interno, in questo semestre accompagneremo con determinazione i passaggi salienti che ridefiniranno l’architettura economica, sociale e culturale della Repubblica, mettendo al centro l’interesse, la serenità e il benessere dell’intera popolazione, partendo dal sostegno convinto alle politiche in favore dei nostri giovani.
Risulterebbe miope, infatti, non investire primariamente sulle nuove generazioni, quelle che sono chiamate a ereditare e gestire gli effetti del cambiamento che ci accingiamo ad affrontare.
Ai nostri giovani, nei quali crediamo fortemente, va il nostro accorato incitamento, a non scoraggiarsi per la complessità del momento che viviamo e per un connaturato senso di disorientamento generato prima, dagli effetti di una pandemia che ha creato isolamento poi, da cambiamenti paradigmatici, che hanno fatto vacillare le sicurezze e creato incertezza nel futuro.
Alla nostra risorsa più preziosa, - che siete Voi, ragazze e ragazzi della nostra Repubblica -, vanno offerti gli spazi e gli strumenti più efficaci per affermare la vostra visione del futuro, i vostri sogni e il modello di sviluppo cui tendere; ai giovani devono essere assicurati percorsi formativi performanti e diversificati per il loro successo nel mondo del lavoro e nel proprio percorso di vita e familiare.
Per concorrere all’affermazione delle nuove generazioni, compete a noi tutti, Istituzioni e società civile, profondere politiche attive e buone pratiche, che i giovani possano assumere quali esempi virtuosi, per accompagnare lo sviluppo del Paese, anche partendo dalla nuova proiezione europea, che è e sarà, con ogni probabilità, il più grande investimento dei giorni nostri da consegnare alle nostre giovani generazioni, per una progressiva loro affermazione, quali cittadini consapevoli, fiduciosi nel futuro e proiettati nella dimensione internazionale.
Saremo altrettanto vicini ai nostri cittadini fragili, che confidano negli storici presidi a tutela della salute, del lavoro, di servizi e di ammortizzatori sociali che dovranno essere, tuttavia, ripensati e implementati al fine di garantire la tenuta del nostro sistema di welfare.
È assolutamente degna di menzione la fitta rete associativa e di volontariato, che rappresenta per la nostra Repubblica un indispensabile anello di congiunzione con le realtà sociali maggiormente esposte alle vulnerabilità.
Nella nostra alta veste istituzionale, saremo al loro fianco nel difendere i diritti delle persone con disabilità, degli anziani, dei soggetti vittime di sfruttamenti, violenze, soprusi – in particolare donne e minori – e di tutti coloro che combattono contro dannose dipendenze.
Dinnanzi a tali fenomeni, prosegue con determinazione in Repubblica e presso le competenti sedi multilaterali - e in questo la Reggenza si adopererà per garantirne continuità – una sensibilizzazione costante, una formazione adeguata e una educazione al rispetto dell’altro che sproni le famiglie, permei la scuola e scuota le coscienze di ognuno di noi, perfarsì che prevalga un senso di cittadinanza attiva e consapevole, anche dinnanzi al vuoto di valori, che ingenera le offese più irrispettose alla dignità di ogni essere umano.
È questa tensione verso il riconoscimento di pari diritti e dignità ad ogni essere umano, che ci muove ad essere garanti di un sistema di protezione e di prerogative istituzionali, saldamente ancorato ai principi della nostra Dichiarazione dei diritti dei cittadini e dei principi fondamentali dell’ordinamento sammarinese che ancor oggi, a distanza di più di mezzo secolo, continua ad essere il pilastro della nostra democrazia, in conformità al percorso di riforme e di ammodernamento dell’impianto normativo e alla proiezione internazionale dell’Ordinamento sammarinese.
Nei tempi complessi che stiamo vivendo, è fondamentale richiamarsi alla centralità delle Istituzioni e della politica, coscienti del suo fondamento etico; è questa l’accezione per la quale la dedizione disinteressata al bene comune, la dialettica democratica la tutela contro i linguaggi d’odio, l’onestà, la trasparenza, rendono le Istituzioni un riferimento forte e solido.
Ed è proprio alle Istituzioni che intendiamo volgere il nostro sguardo attento e critico. Con cura e determinazione seguiremo, pertanto, il percorso delle riforme istituzionali, appena intrapreso con la creazione di una Commissione Consigliare Speciale.
È – quello delle riforme – un tema fondamentale per il nostro Paese.
L’evoluzione dello Stato e del suo ordinamento, infatti, è più che mai diventata una esigenza, sia per la presenza della Repubblica nella comunità internazionale, sia per la sua partecipazione alle Organizzazioni sovranazionali.
Anche la sottoscrizione dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea – ormai prossima – comporterà per le nostre Istituzioni l’impegno a ripensare le norme che ne disciplinano il funzionamento per garantirne efficienza ed effettività.
Il percorso non dovrà però restare chiuso nel Palazzo.
Le Istituzioni e la politica sono chiamate a condividere riflessioni e proposte con tutta la comunità. Tutte le espressioni della nostra società devono essere e sentirsi coinvolte.
È nostra intenzione vigilare al riguardo perché la voce di tutti possa essere ascoltata.
Riteniamo particolarmente urgente far sentire e affermare oggi la presenza dello Stato, attraverso l’esempio di donne e uomini delle Istituzioni, che siano animati unicamente dal perseguimento dell’interesse collettivo, senza indulgere in sterili protagonismi e logiche di parte, consapevoli che l’impegno politico sia la più alta espressione di responsabilità del cittadino.
Nella nostra funzione di garanti dell’unità del sistema e degli equilibri istituzionali, accompagneremo questa fase che porta con sé l’aspettativa di una metamorfosisostanziale a livello economico, sociale e culturale e, allo stesso tempo, ci impegnerà anche nella nostra funzione di alta rappresentanza all’estero.
Saremo presenti alla prossima edizione di EXPO 2025 ad Osaka, in occasione della presentazione al più ampio pubblico del Padiglione San Marino, scrupolosamente realizzato e gestito da un apposito Commissariato, con il precipuo intento di favorire la piena integrazione della Repubblica ad un’esposizione planetaria dai molteplici risvolti politici, economici, e culturali.
Allo stesso modo, a breve saremo al fianco dei nostri atleti che parteciperanno ai Giochi dei Piccoli Stati europei, che si disputeranno ad Andorra; sosteniamo convintamente la positività dello sport e il suo valore educativo e sociale universale, e non soltanto quale strumento essenziale e proattivo al benessere psico-fisico, ma anche per la sua intrinseca capacità di promuovere il dialogo e il confronto non pregiudiziale, di affermare il fair play e la sana competizione e di porsi quale bandiera nazionale e chiave per la crescita personale.
Ci porremo in ascolto alle istanze urgenti della nostra popolazione e alle sue legittime preoccupazioni, anche dinnanzi alle emergenze che scavalcano i confini nazionali e che rappresentano oggi una allerta globale; partendo dalla doverosa tutela e salvaguardia del nostro bellissimo territorio, al cui interno prosegue la promozione di una cultura ecologica e ambientale che privilegi le tecnologie verdi e su cui auspichiamo un maggior impegno delle competenti Istituzioni verso l’autosufficienza energetica.
San Marino sostiene in ogni sede la capillare sensibilizzazione e i moniti internazionali che inducono all’azione decisa verso una transizione sostenibile, che custodisca il nostro pianeta, consci della sua irreplicabilità.
In questo spirito, ci accingiamo con emozione e profonda responsabilità istituzionale, ad assumere la più alta carica della nostra Repubblica, di cui sentiamo imponente l’onere e l’onore; una carica densa di contenuti ancorati alla tradizione e allo svolgimento democratico delle nostre Istituzioni, ma altresì calata nella moderna architettura dello Stato, in cui il passato convive mirabilmente con il presente.
Care Cittadine e Cari cittadini,
saremo al Vostro esclusivo servizio, per l’amore profondo che nutriamo per il nostro Paese, di cui ne siete titolari, custodi e Ambasciatori.





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