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I Casanova degli emoji

Più ne usiamo in chat, più conquistiamo

di Stefano Coveri
23 ago 2019
I Casanova degli emoji

Un tempo si spedivano i fiori. Poi, sono arrivati gli sms. Ora per avere un appuntamento basta qualche emoji. Anzi, chi più ne fa uso oggi sembra avere una vita sessuale più attiva. Lo dimostra uno studio su abitudini e relazioni intessute attraverso i social media che - da Whatsapp a Tinder – sono ormai parte integrante della nostra vita sociale. Così, studiando il corteggiamento digitale, gli psicologi esperti di "amore, sessualità e benessere" dell'Università dell'Indiana hanno visto che per la maggior parte delle persone intervistate un uso frequente degli emoji coincideva con un maggior successo nelle conquiste. Se la persona con cui parliamo è un potenziale partner, insomma, le faccine sembrano essere di grande aiuto nel far sbocciare un amore. O comunque nel creare i presupposti perché si passi ai fatti.

All’indagine, articolata in due fasi, hanno partecipato 5.237 adulti single statunitensi (di età compresa tra i 18 e i 94 anni).

Rispetto alla frequenza dell’uso di emoji con possibili conquiste il 38% ha detto di non farne mai uso, il 29% quasi mai, il 28% di usarle regolarmente, mentre il 3% ne usa almeno uno a messaggio e il 2,5% anche di più. I motivi per cui si preferiscono le faccine alle parole sono vari, dalla ricerca di una maggiore espressività fino alle più ovvia: è una scorciatoia e fa tendenza (cioè “lo fanno tutti quindi anch’io”).

La prima parte dello studio si è conclusa con domande inerenti le proprie abitudini sessuali, le relazioni avute nell’ultimo anno e quelle coltivate online. Mentre nel successivo approfondimento gli studiosi hanno raccolto le testimonianze di 275 persone, di età tra i 18 e i 71 anni. L’84% eterosessuale, il 72% bianco caucasico. Solo il 3% del campione più ristretto ha dichiarato di non inviare mai emoji in chat con potenziali ‘’fiamme’’.

Chi però ha ammesso di farne largo uso ha dimostrato di aver capitalizzato più appuntamenti intimi. Ma attenzione, l’uso massiccio di emoji non aiuta a ottenere più appuntamenti, ma sicuramente spiana la strada per spingersi oltre creando l’intimità giusta per arrivare ad esempio a baciare e fare sesso già al secondo incontro.

"Possiamo dire che le faccine aiutano a comunicare informazioni affettive alla persona che riteniamo possa essere un potenziale partner, rendendo più facile il successo della relazione intima in termini romantici e sessuali”, si legge nel lavoro pubblicato su Plos. "Questo fa pensare che chi usa emoji più spesso in un rapporto crea più facilmente una connessione”. E così si arriva dritti al sexual engagement, concludonoo i ricercatori, ossia dalla tastiera alle lenzuola. Da qui a sapere quali sono gli emoji più efficaci, ce ne passa. La ricerca del  si limita infatti a registrare il fenomeno senza approfondire su quali siano le faccine più di successo tra smile, cuori e le altre centinaia che abbiamo a disposizione su smartphone, computer e tablet. Tra l’altro alle persone intervistate è stato chiesto se e in quale misura ne mandavano, ma non quante ne ricevevano. Manca anche il fattore ‘’percezione’’ per capire se davvero stiamo diventando padroni del corteggiamento digitale o meno. 

Il dubbio però resta: Hanno mentito o sono stati sinceri gli intervistati...e ancora...siamo diventati così leggeri da non avere più né il coraggio né la voglia di guardarci negli occhi per conoscerci almeno un po prima di "concederci"? Non si da valore a noi stessi, al corpo, ai sentimenti, ai valori? Io sarò forse all'antica, ma non riesco a capire e non mi voglio adeguare. 

Non si da più importanza ai sentimenti ed alle sensazioni affidando tutto a delle fredde e finte immagini che con la vita vera hanno davvero poco a che fare con la vita, anche se simpaticissime.  Meglio fermarsi al dato: ormai l’emoji è una scorciatoia eccezionale per dire quello che pensiamo o sentiamo. E andare oltre.

Casanova digitali???? Mah! Pace e buona vita a tutti