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Impegno unanime del Parlamento per risolvere il "caso targhe": approvato ordine del giorno

Grazie alla discussione innescata da Mulè (Forza Italia) tutti i partiti in Aula hanno assicurato di voler sanare la questione causata dai decreti di Salvini

di Francesca Biliotti
20 feb 2020
Nel video gli interventi dei deputati Giorgio Mulè (Forza Italia), Enrico Borghi (Partito Democratico) e Diego De Lorenzis (M5S)
Nel video gli interventi dei deputati Giorgio Mulè (Forza Italia), Enrico Borghi (Partito Democratico) e Diego De Lorenzis (M5S)

L'impegno è stato preso da tutti i partiti, come testimonia la votazione in Aula: 494 i voti a favore e nessun contrario. La Camera dunque vuole risolvere il “caso targhe” causato dal primo decreto sicurezza di Matteo Salvini quand'era ministro dell'Interno. Vietando ai residenti in Italia di guidare auto con targa straniera infatti, ha causato guai alle aziende di confine, comprese quelle di San Marino, che non potevano più utilizzare personale frontaliero. A Monaco qualcuno è stato anche licenziato per questo. La discussione si è innescata grazie all'ordine del giorno presentato dal deputato di Forza Italia Giorgio Mulè, che ieri non aveva risparmiato duri attacchi al governo per non aver accolto un suo emendamento al decreto Milleproroghe. Mulè ha ripiegato su un ordine del giorno, che però si è rivelato utile per avere il sì unanime dell'Aula. “Sottolineo con piacere – ha poi commentato Mulè – che all'ordine del giorno a mia prima firma hanno aderito tutti i partiti. Non nascondo però la mia amarezza, perché dopo settimane di impegno incessante, finalmente la maggioranza ha avuto un sussulto di adesione alla realtà, impegnandosi ad adottare tempestivamente gli opportuni interventi per risolvere il problema”. “Su questo tema non ci si divide”, ha assicurato lo stesso De Lorenzis (M5S), ricordando come già il precedente governo avesse istituito un tavolo tra i ministeri dell'Interno, degli Esteri, dei Trasporti e dell'Economia per lavorare insieme ad una soluzione. Soluzione che, dunque, arriverà: quando, è tutto da vedere, poiché i tempi non sono mai certi in questi casi. Il codice della strada, ad esempio, è in programma dalle prossime sedute, ma si tratta pur sempre del primo step, perché dopo il provvedimento dovrà andare anche in Senato.

Nel video gli interventi dei deputati Giorgio Mulè (Forza Italia), Enrico Borghi (Partito Democratico) e Diego De Lorenzis (M5S)


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