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Tumore al seno, i segnali a cui ogni donna dovrebbe fare attenzione

10 ott 2020
Francesco Schittulli
Francesco Schittulli

In tutto il mondo ottobre si tinge di ‘rosa’ per sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione nella lotta al tumore al seno che continua ad essere il “big killer n.1” del genere femminile. In Italia ogni anno oltre 55mila donne ne sono colpite ed è fondamentale aumentare il livello di attenzione e migliorare la consapevolezza delle donne sull’importanza di diagnosi precoci della malattia.

Francesco Schittulli – senologo-chirurgo e presidente nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - LILT ha spiegato a Benedetta de Mattei quali sono i campanelli d’allarme a cui fare attenzione e come intercettarlo precocemente.

Quanto è diffuso in Italia
Il cancro della mammella è purtroppo ampiamente diffuso e l’età media del cancro al seno si sta abbassando, in particolare si registra un aumento tra le giovani donne, di età compresa tra i 40 e i 50 anni.

Rispetto all’inizio di questo millennio, si è registrato un incremento di questo tumore del 35%. L’aumento dell’incidenza è sicuramente causato dalla maggiore aspettativa di vita che aumenta anche la possibilità di sviluppare un tumore. Ma è dovuto anche alla possibilità di avere una diagnosi precoce, poiché rispetto a 20 anni fa oggi disponiamo di mezzi che ci permettono di individuare tumori addirittura in fase preclinica, di pochi millimetri, e questo fortunatamente comporta una maggiore guaribilità. Nel nostro Paese abbiamo un esercito di donne che hanno vissuto l’esperienza cancro al seno, sono oltre 850.000, che vivono con noi avendo superato la fase acuta della malattia.

Quanto si guarisce
Si parla di una guaribilità dell’80% ma potremmo oggi arrivare al 98%, 
attraverso una diagnosi sempre più precoce, se tutte le donne eseguissero gli esami previsti. L’obiettivo che persegue la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori è infatti di poter raggiungere e parlare di “mortalità zero” per i tumori alla mammella.

I campanelli d’allarme
Nella maggior parte dei casi il tumore mammario si manifesta con la presenza di un nodulo al seno; in questi casi, nonostante possa essere benigno è bene rivolgersi subito al proprio medico curante e sottoporsi a un controllo senologico. Altri segni possono essere: secrezione dal capezzolo, che può essere di vario colore, spontanea o premendo il capezzolo; alterazioni a livello cutaneo come una piega, retrazione della pelle, arrossamenti localizzati o diffusi, retrazione o cambiamento del capezzolo; tumefazione alla palpazione della mammella o del cavo ascellare. Ad ogni modo è bene ricordare che qualsiasi cambiamento la donna individui a carico della mammella merita un controllo medico. È importante scoprire il tumore il più precocemente possibile. Scoprendo un tumore quando misura meno di un centimetro, la probabilità di guarigione è di oltre il 95% e gli interventi sono conservativi evitando così danni estetici. 

Quanto conta la prevenzione
La prevenzione è fondamentale, è l’unica arma vincente che abbiamo e non possiamo abbassare la guardia. Le strategie preventive si basano su due approcci ben precisi e fra loro integrati: la prevenzione primaria, che ha l’obiettivo di individuare e rimuovere i fattori di rischio che contribuiscono allo sviluppo di un tumore e la prevenzione secondaria che ha invece l’obiettivo di ottenere la diagnosi più precoce possibile. La scoperta del tumore nella sua fase iniziale permette cure meno aggressive e maggiori possibilità di guarigione.

Quali esami
L’autoesame è il primo controllo che la donna dovrebbe eseguire ogni mese. Esso consiste nell’osservazione allo specchio delle proprie mammelle e nella palpazione delle stesse. Le ragazze già dai 16-18 anni dovrebbero imparare ad eseguirlo per una forma educativa: infatti l’autopalpazione, oltre ad avvicinarle a questa problematica, serve anche a conoscere il proprio seno e questo negli anni le potrebbe consentire di accorgersi più facilmente di qualsiasi alterazione o cambiamento.

Dai 25-30 anni ogni anno, per tutta la vita, dovranno sottoporsi ad una visita senologica e ad un’ecografia mammaria.

A partire dai 40 anni si aggiungerà annualmente anche la mammografia, che rappresenta l’indagine ottimale per individuare la presenza di lesioni. La mammografia, tuttavia, può avere dei limiti diagnostici per la densità della mammella, caratteristica nelle giovani donne e più in generale in età fertile. In questi casi lo studio viene completato con l’esecuzione di una risonanza magnetica. L’ecografia rappresenta inoltre l’esame più utile per distinguere un nodulo solido da una cisti a contenuto fluido e consente una migliore caratterizzazione del nodulo e della sua vascolarizzazione attraverso la valutazione color-doppler.

Fattori di rischio
Familiarità: presenza nella famiglia di componenti (madre, sorella, zia, nonna, etc.) con tumore al seno e/o ovaio.

Predisposizione genetica: alterazione dei geni BRCA1 e BRCA2, responsabile del 10% di tutti i carcinomi mammari, anche in giovane età. Il test indica se si è portatori di queste alterazioni genetiche.

Storia riproduttiva della donna: prolungata esposizione agli estrogeni e progesterone, quale si registra nel menarca precoce (prima degli 11 anni) o nella menopausa tardiva (oltre i 55 anni); nulliparità (nessuna gravidanza) o prima gravidanza oltre i 35 anni; non allattamento dei figli.

Età: la probabilità di ammalarsi di un tumore al seno aumenta con l’aumentare dell’età della donna, sebbene la maggior parte dei tumori al seno (circa il 60%) colpisca le donne di età inferiore ai 55 anni.

Patologie predisponenti: tumore all’altro seno, all’utero (endometrio) o all’ovaio, lesioni preneoplastiche della mammella, precedente radioterapia della parete toracica (es. linfomi in età giovanile)

Stile di vita: Modificare gli stili di vita significa eliminare quei fattori di rischio da cui dipendono oltre il 20% dei tumori al seno. Per tale ragione, il mondo scientifico considera il controllo dello stile di vita – praticare una regolare attività fisica, controllare il peso corporeo, limitare il consumo di alcol, scegliere con cura la propria alimentazione e regolamentare l’assunzione di terapia ormonale dopo la menopausa – uno strumento valido per la prevenzione del carcinoma mammario, efficace e raccomandabile al pari pressoché degli esami e delle terapie comunemente utilizzati per la diagnosi precoce.
E’ bene sapere che le alterazioni benigne della mammella (in particolare cisti e fibroadenomi) ed il dolore (mastalgia) non aumentano il rischio di sviluppare un tumore mammario.

L’impatto del lockdown sugli screening

In questi 6 mesi di lockdown abbiamo registrato un venir meno di 1.600.000 screening senologici. Questo comporterà ovviamente una diagnosi rallentata, meno precoce, e di conseguenza trattamenti più invasivi e prognosi peggiori. Molte donne non si sono sottoposte a questi controlli per paura di rivolgersi ad una struttura sanitaria e di poter essere infettata dal coronavirus. Bisogna far capire che, con le dovute precauzioni e nel rispetto delle norme vigenti, si possono eseguire questi esami importanti per controllare il proprio stato di salute e anticipare così la diagnosi con tutti i benefit successivi.

L’impegno della LILT La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori promuove la cultura della prevenzione come metodo di vita, affinché tutte le donne si sottopongano ad adeguati controlli. La LILT vuole essere di supporto al servizio sanitario nazionale in una forma di estrema collaborazione. Per tutto il mese di ottobre saranno aperti 397 ambulatori dove poter eseguire visite senologiche gratuite a tutte le donne e offrire loro consigli. Ci si può prenotare sia attraverso il numero verde nazionale sia attraverso le 106 associazioni provinciali LILT di riferimento.

Benedetta de Mattei