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1° aprile: l'indirizzo di saluto del Nunzio Apostolico Mons. Petar Rajic

1 apr 2025
1° aprile: l'indirizzo di saluto del Nunzio Apostolico Mons. Petar Rajic

Serenissimi Capitani Reggenti,

Signora Denise Bronzetti e Signor Italo Righi,

Onorevoli Ministri di Governo,

Signore e Signori Ambasciatori e Membri del Corpo Diplomatico e Consolare,

Distinte Autorità civili, militari e accademiche,

Signore e Signori,

In un’occasione così importante, come quella che oggi qui ci riunisce, è per me un grande onore esprimere, a nome del Corpo Diplomatico accreditato presso questa Serenissima Repubblica e mio personale, i migliori voti augurali alla nuova Reggenza.

A voi che iscrivete per la seconda volta i nomi nella lunga serie di coloro ai quali è stata affidata la magistratura più alta della Repubblica di San Marino, auguro ogni bene perché possiate promuovere la concordia interna e difendere le antiche libertà del popolo al cui servizio siete stati chiamati.

Possiate reggere nel dialogo e nel rispetto l’armonia dei concittadini e far risuonare nel concerto delle nazioni del mondo, la voce di questa Repubblica, giustamente orgogliosa delle proprie tradizioni millenarie.

E anche nell’odierna cerimonia, queste parole beneauguranti non possono non farsi eco di quanto quell’anelito di pace e concordia tra i popoli e le genti, che tanta parte occupano del cuore di quanti osservano la scena internazionale.

Concordia e pace, infatti, mai devono essere date per scontate, ma tanto più vivono, in questi tempi, la sfida di tensioni sempre più acute, di polarizzazioni sempre più mutualmente esclusive. A tali conflitti, ai quali troppo presto ci abituiamo, non possiamo e non dobbiamo rassegnarci.

La risposta della diplomazia e del dialogo, al contrario, servano di antidoto per svelenire i cuori e illuminare le menti, perché tutti possano essere compartecipi di un futuro degno e libero per ogni uomo.

L’intera comunità internazionale segue con trepidazione le diverse iniziative diplomatiche che sperano di portare soluzioni possibili e condivise di conflitti cruenti.

È urgente la sospensione della belligeranza! Lo pretende il sangue di tante vittime della guerra. Nulla si deve omettere nella ricerca della composizione dei conflitti, nulla di ciò che possa portare a una possibile pace, la quale sarà tanto più stabile quanto più sarà indirizzata a una soluzione di giustizia e di ricostruzione di un ambiente di mutuo rispetto.

Pace e giustizia, infatti, sono un binomio inscindibile: mentre mai porterà vera e stabile pace il desiderio di ritorsione e di vendette. A propiziare tali sforzi è importante che sia una diplomazia della verità, basata su di un dialogo sincero nelle sue intenzioni e retto nelle sue affermazioni.

Solo un dialogo nel quale i partecipanti si impegnano in un clima, certamente di contrapposizione, e nondimeno di reciproco riconoscimento, può far sperare in un futuro di pace.

La comunità internazionale è chiamata anche nelle sue diverse articolazioni istituzionali a farsi mediatrice di dialogo e audace promotrice di soluzioni per una pace possibile.

Confido che la Serenissima Repubblica di San Marino, nella sua storica posizione di neutralità attiva, continui a richiamare tutte le Istituzioni multilaterali e i loro membri alla responsabilità di mantenere la pace e l’equilibrio, usando degli strumenti di dialogo e mediazione che sono a disposizione e non lesinando sforzi per immaginarne degli altri, ove occorrano.

Eccellenze, Signore e Signori,

Le conseguenze di un discorso pubblico sempre più polarizzato non si riflettono solo su scala internazionale. Anche le nostre società sembrano, talvolta, incapaci di instaurare una dialettica che mantenga coesione sociale, stima reciproca, capacità di comprendere le ragioni dell’altro.

Anche nelle nostre società allora è necessario coltivare quel bisogno di dialogo e costruire dinamiche e modi che permettano di far vivere le democrazie. San Marino, con la sua lunga storia di indipendenza e di corresponsabilità dei cittadini ricorda a tutti noi quanto può fare una società che sappia garantire la libertà e vivere un’autentica solidarietà.

E, pertanto, ancora una volta, Serenissime Eccellenze, esprimo gli auguri più fervidi a voi e al popolo di questa Serenissima Repubblica di San Marino, perché possa proseguire la sua millenaria storia, nella concordia dei suoi abitanti e come costante richiamo a nulla tralasciare affinché, in tutte le regioni che vivono conflitti, possa trionfare, finalmente, la pace.

Grazie.





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