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DES, Csdl: “San Marino non si presti ad accogliere chi non paga le tasse nel suo Paese”

Perplessità e critiche sul progetto di legge del Distretto Economico Speciale nell'ultima puntata di Csdl Informa

di Annamaria Sirotti
27 gen 2023

“Ascoltando il dibattito in Consiglio, l'idea che mi sono fatto del DES è che è ancora peggiore di quanto pensavo”.

Così il Segretario Generale, Enzo Merlini durante l'ultima puntata di Csdl-Informa. Dopo il passaggio in prima lettura del progetto di legge sul Distretto Economico Speciale, il sindacato muove perplessità e forti critiche, guardando ad un progetto – evidenzia Merlini – che ruota attorno ad un solo soggetto per investimenti che arriveranno a 300 milioni, pari al bilancio dello Stato. “Il primo problema – dettaglia Merlini - è che non si conosce quale sia questo progetto. Quindi ci poniamo tutta una serie di interrogativi: quali investimenti verrebbero fatti? Quali immobili verrebbero utilizzati? I terreni dello Stato o alcune aree di pregio, ad esempio del centro storico, fanno parte delle aree destinate ai DES?”

Ricorda che per la cessione di beni dello Stato serve il voto dei 2/3 dell'Aula; denuncia coinvolgimento mancato, che si voleva prima che la legge venisse elaborata e non dopo, poi guarda agli effetti del Des sul tessuto economico: l'aliquota al 5% rappresenterebbe una evidente forma di concorrenza sleale: “Rispetto al fatto che le agevolazioni previste, in particolare l’aliquota del 5%, non rappresenterebbero una evidente forma di concorrenza sleale verso tutto il sistema delle imprese – prosegue Merlini - è incredibile la motivazione che è stata data; ovvero, siccome la maggior parte delle aziende non paga niente in termini di tasse, perché risultano in perdita o dichiarano redditi irrisori, far pagare il 5% sarebbe già un successo. Sono motivazioni inascoltabili; è l'ennesima ammissione della politica che dichiara platealmente di non voler far pagare le tasse agli evasori!”

Ancora, forti perplessità e individuazione di rischi connessi al sistema della residenza fiscale non domiciliata: “Poiché ci sono altri sistemi come questo in altre parti del mondo, soggetti facoltosi che risiedano per alcuni mesi all’anno in diversi Stati, e quindi non raggiungano il minimo di 6 mesi da nessuna parte, si troverebbero a pagare unicamente la tassazione “agevolata” prevista nei singoli ordinamenti e non quella ordinaria su base mondiale nell’effettivo Paese di residenza. Con il DES – prosegue - potremmo diventare una delle basi di riferimento affinché le persone facoltose utilizzino questi metodi per accedere a tassazioni agevolate. Da un lato - ha concluso Merlini - il nostro Stato si accinge, come auspico, a sottoscrivere l’accordo di associazione con l’Unione Europea, e dall’altro, allo stesso tempo, si vuole rilanciare l’economia opaca”.

Nel video, brani dall'intervento del Segretario generale Csdl Enzo Merlini





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