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Nonostante la crisi crescerà la spesa pro capite

16 gen 2009
Telefonia
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Si chiama QQB: quoziente qualitativo di benessere. L’Italia è davanti ai paesi dell’est europeo, ma dietro a tutti quelli occidentali. In Irlanda la metà del reddito viene destinato a spese accessorie; nel Belpaese la percentuale scende a poco più di un quarto.
Questo dipende principalmente – secondo Confcommercio – dall’alto costo dell’energia e dei servizi pubblici locali a causa delle mancate liberalizzazioni. Nel 2009 si prevede un calo dello 0,6% del Pil e una riduzione dello 0,7% dei consumi. Ma alcuni settori, nonostante il trend generale al ribasso, sono previsti in crescita.
In primis le spese destinate ai telefoni che cresceranno nel biennio 2009-2010 del 3,6%. Come dire, toglietemi tutto, ma non il cellulare di ultima generazione. Previsto un +1,1% anche per le vacanze e un +1,5% per il tempo libero.
Si prevede che il taglio al budget pro capite andrà invece a pesare su tabacchi e alcool, - 2%; spese per la casa, - 1,6%; e soprattutto sulle auto, -5,5%. Si spenderà un po’ meno anche per pane e pasta e servizi finanziari. Tutte stime che potrebbero essere riviste al ribasso nel caso in cui il numero dei disoccupati superasse il milione e novecentomila. Il problema di fondo – secondo Confcommercio – è la fiducia nel futuro che è precipitata ad un livello minimo e senza una sua ripresa sarà difficile uscire dalla crisi.

Luca Salvatori

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