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Muore dopo una bibita ghiacciata. Le regole per evitare una congestione digestiva, anche dopo un bagno al mare

18 lug 2020
Muore dopo una bibita ghiacciata. Le regole per evitare una congestione digestiva, anche dopo un bagno al mare

Beve una bibita ghiacciata e muore. A Roma un giovane di 28 anni si è sentito male, ed è morto a distanza di qualche ora, dopo aver bevuto una bevanda fredda mentre era in un bar con il padre dopo una giornata di lavoro.

La congestione digestiva, uno dei disturbi tipici dell’estate, può avvenire dopo un pasto abbondante quando l’organismo è esposto ad uno sbalzo termico durante la digestione, a causa di un bagno freddo, una bevanda ghiacciata o il passaggio brusco dal caldo al freddo dei locali climatizzati. Può essere molto pericolosa e in rari casi addirittura mortale. Benedetta de Mattei ha intervistato Berardino Vaira – Professore ordinario di Medicina Interna del Policlinico Sant’Orsola di Bologna - per capire quando avviene una congestione digestiva e come evitarla.

Cos’è la congestione digestiva?
Quando consumiamo un pasto molto abbondante il nostro intestino è costretto a smaltirlo e per farlo velocemente richiama sangue dal cuore, dal cervello e dagli arti inferiori, per tale ragione l’afflusso di sangue verso lo stomaco e l’intestino aumenta notevolmente. In questa fase molto delicata uno sbalzo termico forte e improvviso può causare una diminuzione della quantità di sangue che arriva all’addome provocando il rallentamento o addirittura il blocco del processo digestivo. In rari casi la congestione può essere anche mortale.


Quali sono le situazioni più comuni per cui si verifica?

L’intestino è realmente il secondo cervello del nostro organismo, quindi quello più sensibile, e quando lo sottoponiamo a brusche alterazioni di temperatura caldo/freddo agisce infiammandosi e restringendosi. Normalmente l’intestino è come un boa che si allarga e si restringe a seconda di quello che mangiamo mentre l’alterazione termica o bevande ghiacciate lo rendono come un tubo di gomma, immobile e questo crea questo tipo di disturbo.

Le situazioni più comuni in cui si verifica la congestione digestiva dopo un pasto abbondante e ricco di cibi grassi sono:
- Bere una bevanda ghiacciata quando si è molto accaldati
- Fare il bagno in acqua fredda
- Passare bruscamente dal caldo ad un ambiente freddo, lo stesso può accadere in inverno, uscendo all’esterno, senza coprirsi bene.
Chi soffre di malattie sistemiche come ad esempio il diabete o l’ipertensione ha maggiori rischi di andare incontro a congestione digestiva.

Quali sono i sintomi di una congestione digestiva?
La congestione si manifesta con uno stato di malessere generale ma i sintomi più evidenti sono una sudorazione profusa e brividi, nausea, vomito, dolori addominali, abbassamento della pressione, dovuto all’eccesso di sangue, senso di svenimento fino alla perdita dei sensi e di coscienza. A volte può manifestarsi anche una difficoltà respiratoria.

Come intervenire?
In caso di congestione è necessario intervenire tempestivamente. Distendere innanzitutto la persona e sollevargli le gambe a 90 gradi; dargli aria; fargli bere piccoli e frequenti sorsi d’acqua, rigorosamente a temperatura ambiente e se possibile con un po' di zucchero. Se la congestione si è verificata dopo un bagno è bene asciugare e coprire l’infortunato. 98 volte su 100, dopo 2-3 ore dalla congestione ci si riprende senza grossi problemi. L’importante è che la temperatura corporea si sia ristabilita nel suo valore costante e che il sangue abbia ripreso a circolare normalmente. Ma come ho spiegato prima l’entità della congestione può variare e generalmente il rischio è direttamente proporzionale alla quantità di cibo ingerito. E’ sempre comunque opportuno rivolgersi a un medico, che come prima cosa misurerà la pressione arteriosa, controllerà la glicemia, e farà un elettrocardiogramma. L’esame che ci permette di fare una diagnosi certa è un’ecografia dell’addome.

La fatidica domanda: “dopo mangiato quanto tempo bisogna aspettare prima di fare il bagno?”
La situazione più comune in cui si verifica una congestione è come abbiamo visto il bagno al mare o in piscina dopo mangiato. In questi casi generalmente lo sbalzo termico è maggiormente accentuato dal fatto di essere esposti al sole e dunque ancor più accaldati. Diciamo che la risposta a questa domanda dipende principalmente dal tipo e dalla quantità di cibo ingerita. Un altro fattore che può incidere è la temperatura dell’acqua in cui ci si immerge. In linea generale è bene dunque affidarsi al buon senso. Se ci si sente appesantiti o si è consumato un pasto ricco di grassi è meglio aspettare 2 0 3 ore prima di fare un bagno, mentre altri alimenti, come i carboidrati, si assorbono più rapidamente. Se mangiamo un piatto di pasta al pomodoro, un pesce leggero, un panino non troppo farcito, un’insalata o la frutta 30/60 minuti di attesa sono sufficienti. Una regola comunque sempre utile da ricordare è quella di immergersi in acqua gradualmente, bagnandosi lentamente per abituarsi alla temperatura.

Per i bambini il rischio è quello di non riconoscere per tempo i primi segnali di malessere e non uscire dall’acqua rischiando così di annegare. E’ importante dunque non lasciarli mai soli e non perderli di vista mentre fanno il bagno.

In sintesi, quali sono le regole per evitare una congestione?
Dopo un pasto abbondante e ricco di cibi grassi evitare di passare bruscamente dal caldo al freddo e viceversa, di bere bevande ghiacciate, di svolgere attività fisica intensa e di fare il bagno. Se si vuole fare un bagno fare piccoli pasti leggeri, bere molta acqua, naturale e non fredda. L’acqua gassata in assoluto è un altro fattore determinante poiché riempie l’addome di gas. Per le persone che hanno problemi intestinali di qualsiasi genere è bene anche evitare cibi irritanti come caffè, cioccolato, vino bianco, pepe o peperoncino.

Benedetta de Mattei