
A più di tre decenni dalla scomparsa di Cristina Golinucci, avvenuta il primo settembre 1992 a Cesena, la famiglia della ragazza torna a chiedere giustizia. Nei prossimi giorni, infatti, presenterà alla Procura di Forlì una nuova istanza per sollecitare la riapertura delle indagini su quello che si sospetta essere un omicidio. Il caso, riaperto e archiviato una decina di volte, potrebbe ora imboccare una nuova direzione grazie alle recenti scoperte investigative.
La richiesta include un'espressa denuncia nei confronti di Emanuel Boke, un giovane nigeriano che all'epoca dei fatti era ospite del convento dei frati Cappuccini di Ronta, luogo dove Cristina si stava recando quando scomparve. Boke fu già sospettato in passato, ma le indagini non portarono a un’accusa definitiva. Tuttavia, nel 1995, mentre si trovava in carcere per violenza sessuale su due ragazze cesenati, confessò di aver ucciso Cristina per poi ritrattare tutto.
La madre di Cristina, Marisa Degli Angeli, fondatrice di Penelope Emilia-Romagna, ha incontrato insieme all’avvocata Barbara Iannuccelli il nuovo procuratore di Forlì, Enrico Cieri. "Il procuratore ha assicurato massima attenzione alla nostra istanza. Ci auguriamo che questa volta si arrivi finalmente alla verità", ha dichiarato l’avvocata Iannuccelli, che dal 2021 segue il caso.
L’obiettivo della famiglia Golinucci è rintracciare Boke, che si troverebbe attualmente in Francia sotto un’altra identità. "Abbiamo il suo DNA e le sue impronte digitali", spiega Iannuccelli. "Ora dobbiamo solo confrontarlo con i dati delle autorità francesi, ma per farlo serve un ordine di cattura europeo". Le indagini hanno rivelato che a Marsiglia un uomo condannato per violenza sessuale, identificatosi come Quist Kwame, aveva le stesse impronte digitali di Boke.
Cristina, ragazza di sani principi e cresciuta in un ambiente familiare sereno e religioso, sparì tra le 14.20 e le 15 del primo settembre 1992, dopo aver lasciato la sua Cinquecento azzurra nel parcheggio del convento dei Cappuccini. Le immediate ricerche non portarono a nulla e il primo sospettato fu proprio Boke. Ora, la famiglia spera che un ultimo tassello possa finalmente chiarire il mistero e restituire giustizia a Cristina.