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Il Segretario Ugolini illustra le linee di riforma dell'ordinamento giudiziario

"Il cardine sarà il rafforzamento dell'indipendenza della magistratura". Libera offre disponibilità ad un ragionamento condiviso e invita la maggioranza ad abbandonare la logica delle fazioni

di Luca Salvatori
23 giu 2020
Massimo Andrea Ugolini

Giustizia in primo piano nella seduta pomeridiana del Consiglio Grande e Generale con il riferimento del Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini, sulle linee di indirizzo per la riforma dell'ordinamento giudiziario. Libera offre disponibilità per un ragionamento condiviso ma invita la maggioranza ad abbandonare la logica delle fazioni sul tribunale

Rispondendo ad una interpellanza di alcuni consiglieri di Libera, il Segretario di Stato alla Giustizia Ugolini ha confermato di aver avuto un incontro, fuori territorio, con un magistrato di grado superiore, appena sono state eliminate, in Italia, le restrizioni sulla mobilità tra le regioni. Un incontro, ha detto, che è coinciso anche col disbrigo di impegni di natura privata nelle vicinanze e che si è svolto nell'ottica della ricomposizione delle frizioni all'interno del Tribunale. Tutto ciò che può essere d'aiuto alla giustizia per ridurre la conflittualità va fatto, ha detto il il Segretario di Stato che poco dopo ha illustrato le linee di indirizzo per la riforma dell'ordinamento giudiziario.

Ugolini ha premesso che sarà un intervento ispirato ai più alti standard internazionali ed avrà come cardine il rafforzamento dell'indipendenza della magistratura. Indipendenza esterna ed interna. Tra gli aspetti che la riforma tratterà, il rapporto e la separazione tra politica e magistratura, con possibili interventi sul Consiglio Giudiziario Plenario, in particolare per quel che riguarda la presenza dei membri non togati che potrebbero essere anche diversi dai politici attivi. Altro tema che verrà affrontato è la effettiva separazione delle varie fasi del processo mentre per l'appello di procedimenti particolarmente complessi potrebbe essere introdotta una corte in luogo dell'attuale giudice monocratico. Possibile anche l'introduzione di sanzioni intermedie, rispetto a quelle previste dall'azione di sindacato. Sul fronte retribuzioni si ragiona su modalità diverse per quei giudici che attualmente vengono, di fatto, pagati a cottimo, ad ogni sentenza. Probabili novità anche in merito alla procedura per la revoca dell'incarico al Dirigente del tribunale. Ugolini ha assicurato massimo confronto in aula ma anche con la magistratura e con l'ordine forense.

Toni piuttosto pacati nel dibattito che ne è seguito. Sia pure con sfumature diverse maggioranza e opposizione concordano sulla necessità che occorra creare le condizioni per riportare serenità ed equilibrio in tribunale e fiducia nella giustizia da parte della cittadinanza. Alcuni consiglieri di Libera hanno offerto disponibilità a ragionare su una riforma condivisa invitando però la maggioranza ad abbandonare la logica delle fazioni sulla Giustizia, a cui hanno dichiarato di non avere mai aderito. Diversi consiglieri, operatori del diritto, hanno ribadito la necessità di affiancare alla riforma dell'ordinamento giudiziario, quella del codice di procedura penale.